Strategie di Link Building. Intervista a Fabrizio Ventre

La Link Building è la regina delle azioni SEO Off-Site. Ma come si fa link building nel 2018? Lo scopriamo insieme a Fabrizio Ventre.

Fabrizio Ventre è un SEO specialist con un’esperienza di quasi 20 anni e particolarmente esperto in strategie di Link Building.

Fabrizio Ventre: SEO esperto di link building

Fabrizio Ventre: esperto di link building

 

 

Chi è Fabrizio Ventre

Ci racconti chi sei e come hai iniziato ad occuparti di SEO?

Ho iniziato ad occuparmi di SEO dal 2001.
Dopo qualche anno di sperimentazione con il mio sito web, all’epoca hostato sullo spazio gratuito di Geocities, ho deciso di acquistare un nuovo dominio,  e di trasformarlo in quello che oggi è pianetacellulare.it.
Avendo pochi soldi per far crescere il mio progetto, l’unica strada percorribile era sfruttare i motori di ricerca, quindi tutto ciò che riguarda la SEO.

Possiamo dire che ho imparato per necessità, trasformando successivamente successi e competenze in servizi per aziende.
Dopo qualche anno passato in Studio Cappello e Casa.it, ho fondato con il mio socio l’attuale agenzia dove opero, ovvero Omniaweb.

Oltre a questo mi occupo anche di tante tanti altri progetti.. ad esempio, insieme ad altri soci padovani ho fondato il Talent Garden Padova, sono stato investitore e responsabile seo per la startup Mymenu e cofounder di Hostplace.

 

Perché la Link Building fa la differenza in una strategia SEO

So che la tecnica SEO che più ti appartiene è la Link Building. Ci spieghi il motivo?

Google ha sempre puntato sui link come pilastro del proprio sistema di ranking, a partire dalla creazione del Pagerank.

Diversamente da testi e ottimizzazioni interne, interamente gestibili e alterabili direttamenente, i link sono l’unico elemento esterno della seo, disponibile in quantità sempre minore.

Con pochi controlli, Google è in grado di stabilire se i backlink sono naturali o meno.
Tutto ciò ha reso i link l’unico parametro difficilmente alterabile da parte di un SEO.

Grazie a questo concetto, Big G riesce a mantenere un certo ordine e una carta garanzia di qualità dei propri risultati.

Avere in mano le chiavi della link building fa la differenza.

 

Come si fa Link Building nel 2018

Fare Link Building nel 2018 cosa significa? Quali attività comporta (oltre alla creazione di contenuti di qualità che vengono linkati naturalmente)?

In questo ultimo periodo mi sto concentrando su alcuni test e analisi per individuare alcuni meccanismi di controllo da parte di Google.

Diversamente dal passato, quando “il numero di link era molto importante“, oggi è possibile attuare una strategia di successo anche con pochissimi link.
Ciè che è veramente difficile in un progetto è capire quali link servono e dove farli puntare. Una volta scoperto questo, il gioco è facile.

Link Building: qualita e quantità dei link

Link Building: qualita e quantità dei link

Il vantaggio, quando cerchi soluzioni da solo, è che spesso si scoprono immense miniere di link non sfruttati da “portare a casa” ad un costo bassissimo o addirittura gratis. Questo aspetto è ancora più evidente oggi, periodo in cui una miriade di “presunti SEO” pubblica notizie e informazioni spesso infondate e mai testate.

Un tempo era molto diverso. C’erano pochi blog seri, ma da quei blog e dai forum sono arrivate le principali evoluzioni della seo: dalle doorway page al cloaking, dallo z-index negativo ai testi auto generati. Era una SEO diversa, più aggressiva.

Oggi la diffusione di WordPress e di molti altri CMS ha creato e diffuso l’idea che il contenuto sia l’unico elemento importante.

Ma se è vero che posso posizionare una pagina bianca attraverso la link building, è altrettanto vero che con il solo contenuto non funziona (oltre una certa soglia, oppure su certi settori ultra competitivi).

Ho siti editoriali, così come e-commerce che in pochi mesi sono passati da 30-40 visite organiche giornaliere a oltre 5.000. In alcuni casi sono bastati appena 3 backlink; in altri casi addirittura è bastato mettere in disavow qualche link spam.

Il mio concetto della SEO è molto semplice: less is better. Faccio quello che serve per cambiare la situazione e basta. Ogni “ricamo extra” diventa un rischio in più per il mio lavoro.

 

Le buone pratiche per la pubblicazione del ilnk

Esistono delle buone pratiche per la pubblicazione dei link? Ad esempio: io farei in modo che il link venisse inserito dopo la pubblicazione di un post nel mio sito per “simułare” la naturalezza.

La logica è quella di simulare il più possibile un link naturale.
Il concetto è semplice: come linkerei spontaneamente un altro sito?

Strategie di link building: come simulare link naturali

Strategie di link building: come simulare link naturali

Basta immedesimarsi in un webmaster alle prime armi per comprendere quale sia il metodo più naturale di formazione dei backlink.

 

Le tipoligie di backlink

Quali tipi di backlink esistono? Nofollow, dofollow, con la parola chiave o una generica o il dominio nell’anchor text, verso la homepage o verso una pagina interna.. Quando consigli di usarli nelle diverse forme?

Esistono una moltitudine di tipologie di link connesse alle diverse strategie.

Ogni link ha delle caratteristiche ma soprattutto può essere utilizzato in determinate situazioni. Ci sono siti web ad alto trust che richiedono solo numero, cosi come siti a basso trust che esigono qualità.

La differenza tra un SEO esperto e uno alle prime armi è la sensibilità nel scegliere la tipologia di link.

Una capacità che si è persa nel tempo riguarda anche la “lettura” delle SERP. Oggi siamo invasi di tools di ogni genere con l’illusione di avere analisi immediate. Leggere bene le serp resta di fondamentale importanza. I tools spesso ci mettono a disposizione dati fuorvianti.

Nella SERP troviamo l’unica vera verità.

 

Il numero di backlink necessari

Come va gestita la frequenza di pubblicazione dei link? E il numero di link necessari per avere risultati come varia?

Non esiste una metrica universale. Si aggiunge o si toglie fino al raggiungimento del risultato (togliere, ovviamente, è più complicato di aggiungere). Infine ci si ferma e si aspetta il momento giusto.

E’ la serp a dirtelo, basta solo saper aspettare.

Inoltre, aspetto fonfamentale, ad ogni aggiunta va verificato il risultato. Solo cosi riusciremo veramente a governare e padroneggiare la link building. Altrimenti siamo solo degli “scemi” che aggiungono link a caso.

 

Come valutare la qualità dei siti web

Come si valuta la qualità domini e dei siti web? Consigli di utilizzare dei tool? Quali sono i segnali di “tossicità” da evitare?

Ogni volta che cerco un sito web per recuperare link, mi domando semplicemente se quel sito è “reale” oppure è solo un’accozzaglia di “post spam“.

Un sito può avere anche parametri di autorevolezza non eccezionali; ma se il sito è reale allora ho garanzia che quel link funzionerà per molto tempo.
Diversamente, molti siti recuperati diventano raccolte di contenuti inutili e “spammosi“, perdendo ogni effetto positivo nel giro di poco tempo.

Per accorgersene basta capire se esiste un filo conduttore tra gli articoli e se gli stessi seguono il topic del sito web.

Se in un sito trovate articoli di case, finanza, cani e auto, probabilmente quel sito sta vendendo post a basso prezzo. E prima o poi sarà fuori dai giochi.

 

Le piattaforme per servizi di link building

Esistono delle fonti / piattaforme / agenzie che forniscono un servizio di link building affidabile e di qualità?

Al momento non ne ho trovate. Il problema è proprio nel concetto della link building.
Non è qualcosa di misurabile in modo oggettivo. Non puoi dire: “ti pago un tot per ogni backlink fornito“.

Il concetto dovrebbe essere: “fammi salire in SERP, e in base a questo metto a disposizione il budget“.

Un’agenzia di link building potrebbe garantirti di scalare le serp anche con 1 solo link. Ma molti utenti comuni credono di dover acquistare centinaia di link per avere risultato. Per questo non credo esisterà mai nessuno di serio e affidabile che si cimenti nella vendita di link come attività fine a sé stessa.

 

Cos’è il ranking cap

Ho letto un tuo post molto recente e interessantissimo in cui, sintetizzando, affermi che studiando il trend delle visite e capendo quando si aprono le “finestre di ranking” di Google, è possibile sfondare il “ranking cap“. Ci dici qualcosa di più?

Il ranking Cap è il sistema che Google utilizza per evitare abusi nelle Serp. Senza questo sistema di controlli, siti ad alto trust potrebbero invadere le Serp generando di fatto un blocco di visibilità per tutti i nuovi siti.

Google ranking cap e Link Building

Google ranking cap e Link Building

Negli ultimi 2 anni ho tentato di decifrare questi sistemi di controllo e capire come aggirarli o sbloccarli.

Sono forse a metà strada per capire il funzionamento ma ad oggi ho scoperto qualche anomalia e qualche segnale che mi permette di avere già un bel vantaggio tecnico – competitivo. Ho testato alcune tecniche su siti pessimi e settori iper competitivi come per esempio la finanza, ottenenedo risultati incredibili. Spero, nel giro di 1-2 anni, di poter esclamare “Eureka!”.

 

Il monitoraggio dei risultati

Come si monitorano i risultati che si ottengono da un’azione di link building?

Con l’unica elemenro reale della SEO: le SERP!

 

Il futuro della SEO

Qual è la tua visione per il futuro della SEO?

Il segreto per vivere a lungo nella SEO è smettere di seguire.

Quando un SEO diventa talmente bravo da plasmare la materia a suo piacimento, allora è in grado di individuare le procedure in maniera autonoma, scoprendo che gran parte di quello che si racconta spesso non funziona e potendo testare le proprie intuizioni e magari diventare lui stesso un riferimento in tal senso.

Senza competenze non si va lontani. L’esplosione dei CMS e la logica “esiste un plugin per ogni funzionalità” ha creato l’illusione che basta saper scrivere per fare SEO. Oggi molti tools ti permettono di copiare i concorrenti. Tutto questo lo reputo assurdo.

La realtà è ben diversa. Senza ottime conoscenze tecniche ma anche umanistiche, si rischia di avere una visione parziale della SEO e di seguire o copiare altri senza poter comprendere la realtà delle cose.

 

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