SEO nel 2014: tendenze e consigli

Come sarà fare SEO nel 2014? Vediamo cosa ci aspetta: tendenze e consigli per farsi amare da Google Hummingbird

SEO nel 2014: osserviamo con gli occhi di Google

SEO nel 2014: osserviamo con gli occhi di Google

Si è appena concluso un 2013 ricco di cambiamenti..
Cambiamenti che, a mio avviso, hanno generato poco “rumore” rispetto alla portata, ma che hanno di fatto “spento” la professione di SEO per come aravamo abituati ad identificarla.

Pensiamo semplicemente a Google che, dopo Google Penguin, Google Panda ha rilasciato il nuovo algoritmo di valutazione (search results ranking algorithm), Google Hummingbird (il colibrì) e ha introdotto la modifica su Google Analytics per la quale non vengono più messe a disposizione le informazioni sulle keywords di ricerca.

Sono felice di constatare che Google, grazie ad anni di esperienza e di evoluzioni dell’algoritmo che utilizza, ha gettato solide basi per combattere tutte quelle manovre “poco etiche” che spesso si vedono attuare sui siti web nel tentativo di “scalata” della SERP (Search Engine Results Page – lista dei risultati del motore di ricerca).
Possiamo quindi dire addio alle tecniche definite Black Hat o Gray Hat.. dal 2014 dovremo munirci esclusivamente di “cappello bianco” (White Hat).

 

SEO nel 2014: strategie white / grey / black hat

SEO nel 2014: strategie white / grey / black hat

Piccola parentesi: cosa sono le strategie Black Hat, Grey Hat, White Hat?
Dal nero al bianco passando per il grigio, indica la “scala di correttezza” delle strategie SEO messe in atto sulle pagine web. Le strategie Black Hat, possono essere definite come “eticamente scorrette” rispetto alle direttive fornite dai motori di ricerca e puntano alla salita sulla SERP nel minore tempo possibile. Alcuni esempi di strategia Black Hat sono: keyword stuffingcloakingacquisto linkduplicazione dei contenutiboilerplatelink non visibili. Le strategie definite White Hat, al contrario, sono quelle che rispettano le direttive che i motori di ricerca definiscono corrette per i motori stessi, ma soprattutto per la tutela degli utenti. Le strategie Grey Hat, come è facile intuire, sono un “blend” (una mescolanza) tra le due strategie estreme.

Ma andiamo al sodo: cosa cambierà per il SEO nel 2014?

Secondo me, più che di nuove tendenze, possiamo affermare che siamo di fronte ad un rafforzamento dei segnali che Google ci fornisce da tempo.

 

1- La qualità dei contenuti è sempre più importante.

Questo è di sicuro l’aspetto fondamentale del nuovo approccio. Per avere buoni risultati la formula che si dovrà mantenere sarà:

qualità + lunghezza + periodicità

Non spaventiamoci: anche contenuti di qualità composti da 300 parole saranno considerati, ma guardando al futuro prevedo contenuti di almeno 500/1.000 parole per avere l’attenzione dei motori di ricerca (è sottinteso che sto parlando di aumento di numero di parole almeno a parità di qualità).

2- Web semantico (3.0).

Grazie ad Hummingbird, Google ha innalzato il livello di interpretazione delle richieste che vengono eseguite dagli utenti sul motore di ricerca. Le ricerche che otterranno dei risultati validi potranno essere  sempre più discorsive e composte da un linguaggio più “naturale“. Non più una serie di termini in successione per andare a cercare le parole chiave sui siti, ma delle vere domande.

Non è più l’utente che si adatta al funzionamento dei motori di ricerca, ma i motori di ricerca “apprendono” il linguaggio degli utenti.

A questo proposito, cosa cambia a livello SEO? Nulla tecnicamente… Molto, invece, relativamente all’approccio alla creazione del contenuto.
Un chiaro ed ulteriore segnale che indica che Google non desidera più tecnicismi, ma qualità.

3- Rete Sociale e autorevolezza degli autori.

Inutile dire che l’aspetto “social” sarà determinante per il futuro. I motori stanno diventando sempre più sensibili alle condivisioni sui social network e alle risposte da parte della rete. Ma c’è molta più carne al fuoco… Da tempo Google da la possibilità di collegare l'”author” delle pagine ad un account di Google+. Grazie a tale operazione, oltre ad arricchire gli snippets, il motore riuscirà a controllare l’autorevolezza dell’autore dei contenuti grazie alla “diffusione sociale” e alle “valutazioni della rete” generate dai contenuti che pubblica.
Diabolico? Geniale? Il giudizio è soggettivo, ma tutte le innovazioni portano alla stessa conclusione: la chiave è fare dei contenuti originali ed interessanti.

4- L’importanza della qualità della Link Popularity.

Il tema della Link Popularity è già stato affrontato sulla pagina Link popularity: tutte le strade portano a…. Nel post viene descritta la tecnica di scrivere Guest Post per aumentarla. Il concetto è ancora validissimo, ma con delle attenzioni ancora maggiori rivolte alla qualità dei contenuti (scusate la ripetizione) e all’autorevolezza dei siti in cui si vanno a pubblicare i post.

SEO nel 2014: siti responsive e scattanti

SEO nel 2014: siti responsive e scattanti

5- Siti responsive e scattanti (velocità del sito).

Considerando il numero di smartphone e di tablet diffusi in Italia, è chiaro che fare SEO nel 2014 deve considerare anche questo aspetto: i siti devono essere responsive per essere compatibili su tutti i dispositivi mobile.. non solo per cavalcare la “moda del momento“, ma perché sembra che tale caratteristica possa fare la differenza nel posizionamento.
Per avere una grandezza di riferimento, si stima che più di un terzo della popolazione usa uno smartphone per navigare su Internet.
Come la compatibilità, anche la velocità è estremamente importante per il posizionamento sui motori.. e ancora una volta, è chiaro l’obiettivo di google nel favorire un accesso ai contenuti rapido da parte degli utenti.

6- Il Pay Per Click (PPC).

Cosa centra il PPC con  l’attività SEO? Come dicevo sull’introduzione del’articolo, Google ha scelto di non fornire più, su Analytics, i dettagli relativi alle ricerche effettuate. Chiaramente è una manovra per lasciare agli analisti  un’unica soluzione: utilizzare AdWords. Questo aspetto si ripercuote  sull’investimento destinato agli interventi SEO, il quale deve tener conto anche di una “fetta” da destinare alla creazione di campagne AdWords necessarie a reperire dati utilizzabili per migliorare il posizionamento organico.

Tiriamo le somme sulla panoramica “SEO nel 2014”

Spero di essere riuscito a trasmettere la mia “visione” dei cambiamenti che interesseranno questo settore. Tutto sommato non sarà più complesso ottimizzare i siti web, ma è necessario cambiare la prospettiva ed agire in maniera diversa per raggiungere l’obiettivo di avere

  • contenuti originali, interessanti e periodici
  • siti responsive e veloci
  • link building ponderate in base all’autorevolezza dei siti ospiti
  • una profonda interconnessione tra siti e social network.

Ci si vede tra le SERP 🙂
Buon lavoro di SEO nel 2014!

 

 

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