L’importanza dei contenuti di qualità sul web

Il successo del posizionamento sui motori di ricerca, oggi più che mai, è legato principalmente ai contenuti di qualità che lo compongono.
Affrontiamo l’argomento insieme ad un’esperta nel settore: Maddalena Graziosi, country manager di TextMaster.

 

SEO copywriting l'importanza dei contenuti di qualità

SEO: l’importanza dei contenuti di qualità

Fino a qualche anno fa, anche tra gli esperti del settore, regnava la curiosa convinzione che la SEO consistesse essenzialmente in un gioco a incastro di parole chiave. Che, in sostanza, si trattava di realizzare contenuti su misura per gli algoritmi di ricerca di Google, cercando di sottoporre ai suoi insaziabili crawler materiali pensati solo per guadagnare un buon posizionamento nella SERP e un page rank da primato.

Si trattava di uno svarione – e ci si poteva arrivare anche con il semplice buon senso – ma c’è voluto Google Panda per far capire a tutti quale direzione avesse già deciso di imboccare il colosso di Mountain View.
Come oramai è noto a tutti, il nuovo algoritmo di ranking si pone come obiettivo principale proprio quello di fungere da filtro e impedire che siti e servizi che propongono contenuti di bassa qualità (e “non pertinenti”) possano ottenere posizionamenti premianti all’interno della SERP.

L'importanza dei contenuti - content is king

L’importanza dei contenuti – content is king

Il meccanismo è complesso, e mira soprattutto a contrastare il dilagante fenomeno dello spam dei link e del proliferare dei “thin sites”, quei discutibili sistemi con cui un publisher può creare un gran numero di siti o blog – semivuoti, clonati e affiliati – con il solo compito di ospitare link che rimandino al proprio sito principale, ottenendo così quel traffico e quei “link inbound” che tanto piacevano a Google.

La coniugazione al passato è d’obbligo, perché, grazie a Panda, il tempo di queste piccole “furbizie” sta per scadere. Oggi Google non solo è in grado di penalizzare con rara efficacia i siti che contengono materiale scadente, copiato e non pertinente alle query, ma – grazie alle successive interazioni e integrazioni di Caffeine, Penguin, Panda e Hummingbird – premia selettivamente i contenuti originali, aggiornati con una buona frequenza, apprezzati dai navigatori e collegati ad altri siti di qualità.

La cosa curiosa è che, ancora oggi, molti operatori del Web continuano a identificare la SEO con la scelta delle keywords, della loro disposizione nel testo, della loro combinazione e quant’altro, sempre nella vetusta logica del “fatta la legge” (l’algoritmo) “trovato l’inganno” (la magica combinazione di fattori tecnici).
Risultato di questo approccio sono testi spesso farciti fino all’inverosimile di parole chiave, a volte con combinazioni semantiche che devastano la grammatica e la sintassi dei documenti in cui sono inserite. Il modo ideale, insomma, per dispiacere contemporaneamente tanto a Google quanto al visitatore medio, che oramai intuisce subito di trovarsi di fronte a un prodotto artefatto e realizzato per una macchina.

Web semantico 3.0 - L'importanza dei contenuti

Web semantico 3.0 – L’importanza dei contenuti

Questo approccio limitato nasce da una concezione errata del ruolo della stessa SEO. Deriva, cioè, dall’idea che ottimizzare i contenuti per la ricerca automatica dei motori sia “il” fine, piuttosto che “un” mezzo.

A meno che, davvero, non si stia lavorando a un mero meccanismo per “rubare clic e poi scappare”, il fatto che la propria attività Web compaia in cima alla SERP va considerato solo il primo passo di un processo, alquanto lungo e complesso, che vede sempre come controparte il visitatore. E non Google.

Anche se non esistesse Google Panda a ricordarci che verremo penalizzati a monte se produciamo materiale scadente, sarebbe poi comunque il visitatore, con la sua insoddisfazione, a bloccare il processo di monetizzazione del nostro ranking. L’idea – professata da taluni come un dogma – che il vero cliente sia Google e non l’utente dei prodotti e servizi che vengono offerti costituisce l’origine di tutti i mali che possono incogliere chi si guadagna da vivere tramite il Web.

 

[Tweet “L’idea che il vero cliente sia Google e non l’utente, costituisce l’origine di tutti i mali “]

 

 

Fare seo nel 2014 - strategia

Fare seo nel 2014 – strategia

I Contenuti Ottimizzati nel 2014

Realizzare contenuti in chiave SEO, dunque, non significa solo (né soprattutto) scegliere le keyword giuste o creare gli snippet più efficaci, ma piuttosto produrre ciò che gli utenti cercano davvero in Rete e fornirglielo nel modo in cui vorrebbero trovarlo. Il che implica tante abilità diverse che vanno combinate insieme con sensibilità e sapienza. È necessario innanzitutto creare contenuti originali, che non siano già diffusi sul Web e che non nascano dal copia-incolla – più o meno mascherato – di spezzoni di questo o quel sito (e tanto meno di Wikipedia).

Bisogna poi saper scrivere in modo diretto e concreto, con uno stile, cioè, che corrisponda a quello con cui si risponderebbe alla domanda di qualcuno che chiede precise spiegazioni: pochi giri di parole, poche “buzz-word”, poche perifrasi e molto contenuto.

SEO copywriter significa ricerca e approfondimento

SEO copywriter significa ricerca e approfondimento

D’altronde, per poter adottare uno stile di questo genere, un buon SEO copywriter deve anche conoscere l’argomento di cui sta scrivendo; il che, a sua volta, implica un lavoro di ricerca e di approfondimento: realizzare contenuti in chiave SEO di sicuro non significa cominciare a battere sulla tastiera avendo in testa giusto una vaga idea degli spazi che si debbono riempire. Ogni SEO copywriter, poi, dovrebbe mettersi in testa che se la sostanza è fondamentale, la forma non è da meno. Per qualche inspiegabile ragione si pensa che il lettore sul Web sia più incline a perdonare gli errori di ortografia, grammatica e sintassi, quasi che gli si stessero scrivendo degli SMS. In realtà, è vero esattamente il contrario. Gli errori, anche quelli veniali come i refusi, incrinano subito il rapporto fiduciario che si cerca di instaurare con il cliente online. Il nostro visitatore non sa chi siamo e cerca ovunque indici della nostra affidabilità: infilare due o tre strafalcioni significa dargli qualche buona ragione in più per abbandonarci (subito) al nostro destino.

 

[Tweet “Realizzare contenuti in chiave SEO significa soprattutto produrre ciò che gli utenti cercano davvero in Rete.”]

 

Croudsourcing: seo copywriting

Croudsourcing: seo copywriting

Perché allora non si investe sui contenuti di qualità?

Fino a qualche anno fa pareva si trattasse di un lusso riservato a pochi. La “qualità costa” si diceva, e via a scambiarsi strategie e keyword come fossero la colonna vincente della schedina o l’ultimo grido in fatto di diete. Se è vero che il lavoro di giornalisti specializzati, di agenzie di copywriting tradizionali o di editor professionisti potrebbe non essere alla portata di tutte le tasche, è altrettanto vero che, oggigiorno, proprio il Web offre valide alternative basate sulla filosofia del “crowdsourcing”.

 

Cos’è il crowdsourcing?

Il termine crowdsourcing deriva dall’unione dei seguenti vocaboli in lingua inglese:

  • crowd” (folla)
  • outsourcing” (esternalizzazione di parte del processo produttivo).

Indica, quindi, come suggerisce Wikipedia, un modello di business in cui un’azienda affida la progettazione e la realizzazione di un progetto ad un gruppo indefinito di persone non organizzate reciprocamente. Questo tipo di approccio è facilitato dagli strumenti che oggi il web mette a disposizione con semplicità: le open call (richieste di disponibilità delle aziende verso “la folla“) vengono effettuate attraverso dei portali web, ai quali i membri della “folla” sono iscritti. Successivamente, mediante delle politiche di assegnazione e consegna, i lavori richiesti vengono consegnati al committente.

 

Ordinare i contenuti in crowdsourcing

L'importanza dei contenuti di qualità sul web

L’importanza dei contenuti di qualità sul web

È il caso, per esempio, di TextMaster, una piattaforma internazionale che offre servizi di copywriting (anche in chiave SEO), traduzione e revisione di testi, forte di una squadra di decine di migliaia di autori e traduttori professionisti, accuratamente selezionati e verificati con regolarità. È un meccanismo che rasenta la “quadratura del cerchio“, perché, grazie alle economie di scala che può attuare, permette di usufruire di tariffe modeste (e flessibili) e, nel contempo, di ottenere in tempi ridottissimi contenuti di qualità redatti su misura, la cui qualità è garantita all’origine.

Questo per dire che, ai giorni nostri, non ci sono più scuse: piuttosto che continuare a ripeterci che “il contenuto è il re” – che fa tanto “guru” – è venuto il momento di crederci davvero. Perché, comunque, il tempo dei trucchetti è finito e per la qualità non c’è alcun succedaneo.

 
[Tweet “#SEO – Piuttosto che continuare a ripeterci che il contenuto è il re, è venuto il momento di crederci davvero!”]

 

 

 

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