Guest Posting: come farlo in maniera vincente

L’attività di “guest posting” (o guest blogging) è molto diffusa in ambito di link building, ma qualcosa sta cambiando..
Scopriamo insieme come ha senso procedere per una strategia vincente.

Andiamo per gradi. Innanzi tutto comprendiamo cosa significa guest posting e link building; successivamente vediamo l’evoluzione di queste pratiche fino alle tanto “twittate” e strumentalizzate affermazioni di Matt Cutts, responsabile del “webspam team” di Google.

Guest Posting: Matt Cutts, responsabile del “webspam team” di Google

Guest Posting: Matt Cutts, responsabile del “webspam team” di Google

Cosa significa Guest Posting (o Guest Blogging)?

Il Guest Posting fa parte si quelle che vengono definite attività SEO off-site, ovvero tutte quelle che non riguardano operazioni dirette sul sito web sul quale stiamo lavorando, e prevede di ricercare dei blog (o comunque dei siti web) che vogliano pubblicare i nostri articoli in cambio di backlink (link verso il nostro sito web).
Il nome deriva, appunto da questa caratteristica: la traduzione del termine inglese sarebbe “articolo ospite“.

 

Cosa significa link building?

Guest Posting: link building

Guest Posting: link building

Link building significa letteralmente “costruire link” e sta ad indicare le metodologie (sempre off-site) che vengono utilizzate per far sì che esistano dei link verso il nostro sito, presenti in altri siti web.

Tale aspetto è davvero molto importante per il posizionamento sui motori di ricerca: più numerosi ed importanti (presenti su siti autorevoli) sono i link verso il nostro sito, infatti, e più aumenterà la nostra link popularity, e di conseguenza più saremo favoriti sulle SERP (chiaramente non è l’unico fattore che influisce sulla posizione).
Se vogliamo portare il concetto ad un piano “non web” per comprenderlo meglio, possiamo associarlo ad un “passa parola“: più persone danno delle testimonianze positive nei nostri confronti, e più autorevoli sono i recensori,  più facilmente altre persone ci troveranno.

 

Guest Posting: attenzione alle penalizzazioni di Google

Guest Posting: attenzione alle penalizzazioni

Come descritto dall’introduzione, il Guest Posting, se fatto con criterio, è identificato come la tecnica per eccellenza per fare link building. Perché dico “se fatto con criterio“? Perché Google è sempre più sensibile e raffinato nel cogliere tentativi di raggirare i meccanismi di determinazione del page rank e degli altri parametri che vanno ad influire sul posizionamento delle pagine sulle serp. Tali tentativi rischiano di causare una penalizzazione e la conseguente perdita di posizionamento.

Quando ci chiediamo se stiamo attuando una strategia SEO soggetta a penalizzazione da parte dei motori di ricerca, secondo me, dobbiamo sempre riflettere centrandoci su una domanda:

Stiamo creando pagine web di qualità?
Stiamo creando valore aggiunto per gli utenti?

 

A tal proposito, qualche giorno fa, Matt Cutts ha pubblicato un post sul suo blog relativo proprio al “blog posting” dal titolo The decay and fall of guest blogging for SEO dove annuncia la “morte” di questa attività. Sotto, vediamo anche il suo “tweet” ufficiale che fa riferimento al post.

Guest Posting: il tweet di @mattcutts

Guest Posting: il tweet di @mattcutts

Il punto più importante del post, che ha creato grande fermento tra gli utenti dei social network, è il seguente:

In general I wouldn’t recommend accepting a guest blog post unless you are willing to vouch for someone personally or know them well. Likewise, I wouldn’t recommend relying on guest posting, guest blogging sites, or guest blogging SEO as a linkbuilding strategy.

Fondamentalmente, secondo il mio punto di vista, non ha esposto grandi novità.. si raccomanda di essere blogger selettivi in merito ai guest post che ci vengono  proposti, di accettare solo quelli di autori fidati e di non fare del guest blogging la nostra unica strategia SEO.

 In altri post meno recenti, Cutts esponeva il concetto espresso dalla prima immagine di questo articolo:

The objective is not to “make your links appear natural”, the objective is that your links are natural.

Estraggo questa affermazione perché siamo abituati a pensare al Guest Posting, magari con qualche “forzatura“, come si diceva in precedenza, come attività necessaria per aumentare la link popularity, ma vedremo a breve che i concetti vanno leggermente rivisti.

In pratica, “Mr. anti-spam di Google“, sostiene che l’obiettivo non deve essere quello di far apparire i link come naturali… i link devono essere naturali.

Sembra un paradosso, vero? Io direi di no.

Per essere vincenti nel web, infatti, dobbiamo renderci conto che il fine del nostro lavoro dev’essere quello di migliorare l’esperienza dell’utente. Solo in questo modo saremo premiati da Google e riusciremo a costruire un sano e duraturo posizionamento sui motori di ricerca in genere.
Il Guest Posting non deve essere fatto con lo scopo di link building, ma con quello di creare dei contenuti di altissima qualità, che siano degni di essere linkati!

Bill Gates: content is king

Bill Gates: content is king

Arriviamo, quindi, sempre alla medesima conclusione, come diceva Bill Gates diversi anni or sono: “Content is King“. L’aspetto più importante è la qualità dei contenuti: tutto il resto (sempre in riferimento a pratiche off-site) si costruirà di conseguenza. Se creiamo dei contenuti di qualità, la link popularity si creerà naturalmente perché altri autori parleranno di noi sulle loro piattaforme.
Ed è proprio questo il cambiamento di prospettiva necessario per occuparsi di SEO (ottimizzazione per motori di ricerca) oggi.

Il Guest Posting deve essere inteso come uno strumento di promozione dei propri contenuti e non come uno stratagemma per fare link building!

Per questo motivo possiamo identificarla come pratica di web marketing, non di SEO.

Alla luce dei concetti esposti fino a questo momento, andiamo ad analizzare il metodo corretto di fare Guest Posting.

 

Analisi dei blog affini per tematica

Guest Posting: analisi dei blog

Guest Posting: analisi dei blog

Il primo aspetto da affrontare per promuovere i nostri contenuti è quello di individuare i blog che potrebbero fare al caso nostro. I criteri di selezione vedono al primo posto la tematica: dovremo cercare dei blogger che trattano degli argomenti affini ai nostri.
Google può fare al caso nostro per individuarli, e soprattutto per capirne da subito l’autorevolezza osservando semplicemente la posizione sulle SERP.

Altri aspetti da valutare sono ricavabili sia attraverso dei tool disponibili online, ad esempio per verificare il Page Rank, i backlink, il traffico generato, ecc., sia mediante una osservazione oggettiva dei blog.

Alcuni esempi di approccio:

  • Sono presenti post di autori “ospiti“?
  • Sono post di qualità? Sia tecnicamente (lunghezza del post, efficacia del title e della description, presenza di immagini, presenza dei testi alternativi sulle immagini, presenza di dati strutturali, struttura dei link, ecc.), sia relativamente ai concetti che vengono espressi.
  • Chi sono gli autori? Posso verificarlo su Google Plus.
  • I contenuti sono originali?

In pratica valutiamo l’autorevolezza del sito web e consideriamo i migliori.

 

Creazione dei “contenuti ospiti”

Guest posting: i contenuti ospiti

Guest posting: i contenuti ospiti

Tenendo presente, come detto in precedenza, che il nostro interesse deve essere quello di promuoverci e di migliorare l’esperienza degli utenti, dovremo preparare dei contenuti perfetti da proporre ai blogger. Cosa intendo per “contenuti perfetti“? Ben formattati (suddivisi in capoversi e ben scanditi da titoli), originali ed interessanti rispetto al materiale già presente in rete (e soprattutto sui blog ai quali ci si propone), strutturati considerando il più possibile i principi SEO.

Ma non solo. Se vogliamo che la nostra attività di Guest Poster abbia un futuro, consiglierei di fornire il materiale in maniera che chi lo riceve, debba fare il proprio lavoro (di pubblicazione) con semplicità.

Alcuni consigli:

  • fornire i contenuti un un file “doc” o in un file “html“, se si ha dimestichezza con tale formattazione (per praticità, per la scrittura dei post, consiglio l’utilizzo di Google Drive, il quale può esportare il testo in qualunque formato, facilita l’eventuale condivisione e permette di avere sempre i contenuti a portata di download);
  • evidenziare le keywords in grassetto;
  • non incorporare le immagini nel testo, ma indicarne la posizione ed allegarle al contenuto: questo aspetto è importante perché garantisce ai blogger la possibilità di inserirle in maniera corretta;
  • se ci sono dei video di YouTube da inserire, indicarne la posizione ed il relativo url.

E ora veniamo al punto cruciale: i backlink sul post. Io consiglio di inserire un unico link verso il nostro sito, avente come “anchor text” una keyword attinente al testo. Se c’è bisogno di inserirne altri, è meglio che siano “nofollow” per evitare penalizzazioni.

In realtà, visti gli obiettivi di partenza, i link potrebbero essere tutti “nofollow“, ma, se inserito in maniera intelligente, uno è “concedibile“.

 

Accordi per la pubblicazione

Guest Posting: diffondere i contenuti

Guest Posting: diffondere i contenuti

Una volta concordata la pubblicazione del Guest Post con l’amministratore del sito di destinazione è bene prendere accordi per definire in che modo verrà definita la paternità del post. Io consiglio di richiedere che venga inserito, come author del post, il proprio account Google Plus. Se ci viene concesso, è importante aggiungere il sito che ospiterà il nostro post alla lista dei siti in cui Google Plus ci riconosce come autori.

Definita la data di pubblicazione, è buona norma iniziare a “fare marketing“, ovvero a creare aspettativa tra gli utenti attraverso i social network e, se possibile, alle newsletter mirate.

 

Dopo la pubblicazione

Guest Posting: i risultati

Guest Posting: i risultati

Ci siamo, il nostro post è online. Non ci resta che comunicarlo al mondo (usando gli strumenti descritti sul punto precedente) e monitorare i benefici. Google Analytics, attraverso i “referral” (i link entranti sul nostro sito) fa al caso nostro per avere il quadro della situazione.

Consiglio vivamente, inoltre, di tenere sotto controllo (magari usando i feed RSS) i commenti degli utenti. Questo è utile per rispondere ad eventuali dubbi e/o domande, ma soprattutto per evitare che vi siano fraintendimenti che porterebbero, nella peggiore delle ipotesi, ad avere una cattiva reputazione online.

 

Conclusioni

Il Guest Posting è una pratica di web marketing che, se fatta mantenendo il focus sulla qualità dei contenuti e non sul link building, permette grandi risultati, anche se non immediati.
Pubblicare dei guest post interessanti ed originali premia gli autori con la popolarità e l’autorevolezza e gli utenti, i quali riusciranno ad ottenere delle informazioni esaustive.

 

3 commenti per “Guest Posting: come farlo in maniera vincente

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