Come tracciare gli eventi con Google Tag Manager

Monitorare gli eventi di un sito web è fondamentale per comprendere il comportamento degli utenti. Con Matteo Zambon vediamo come farlo con Google Tag Manager.

Matteo Zambon è un grande esperto di Google AdWords, Rising Star Google Analytics, ma soprattutto il primo divulgatore italiano di Google Tag Manager. E’ il fondatore di Google Tag Manager Italia e autore di Google Tag Manager per chi inizia, giunto alla seconda edizione.

Matteo Zambon - Google Tag Manager Italia

Se hai letto il post “Monitorare un sito web: eventi ed obiettivi su Google Analytics” saprai già quanto è importante tracciare gli eventi su Google Analytics per monitorare un sito web. Ma soprattutto, quanto è importante farlo in modo corretto e funzionale.

 

 

I vantaggi  di Google Tag Manager

C’è un piccolo problema. Gli eventi non si trovano già “belli e pronti all’uso” su Google Analytics (non tutte le ciambelle nascono col buco). Quando decidi di monitorare un’azione su una qualsiasi pagina del tuo sito web dovrai andare a modificare il codice integrando degli script (sì, lo so è una cosa triste).

Ma cosa succede se ti occupi di marketing e non sei pratico di codice e simili?
Ti attacchi?

Succede che ogni qualvolta ti viene in mente di tracciare un’evento del sito web su Google Analytics per accrescere la comprensione del comportamento del tuo pubblico, che sia un click su un link, su un’immagine, il download di un documento, lo scrolling della pagina, ecc., diventa una vera e propria agonia.
Sì, perché ogni volta dovrai contattare lo sviluppatore.

Se ti sei già trovato nella situazione (scommetto di sì) saprai quanto è meraviglioso…

Naturalmente sono ironico. Spesso e volentieri doversi interfacciare con i responsabili IT del sito web, fornendo loro specifiche dettagliate e le motivazioni dell’intervento, e successivamente attendere l’implementazione… è un vero e proprio supplizio.
Non ne parliamo poi se, ad esempio, il codice sviluppato dovesse avere dei problemi.. in questo caso, tutto ricomincia daccapo, ed il tempo sprecato aumenta.

Basta, basta.. so già che ti sta venendo il voltastomaco. Un’esperienza del genere ti farebbe passare la voglia di implementare qualsiasi altra modifica per tracciare il comportamento dell’utente.

Ma… si, c’è un ma: se ti dicessi che tutto questo “sbattimento” non è necessario?

Se ti dicessi che esiste un bellissimo e meraviglioso tool che ti libera dalla dipendenza dagli sviluppatori e ti permette di installare il tracciamento gli eventi in modo autonomo? Scommetto che ti tornerebbe la voglia di monitorare il tuo sito web e le azioni degli utenti.

Questo miracolo della fantascienza è reale e si chiama Google Tag Manager.

Tracciare gli eventi con Google Tag Manager

Tracciare gli eventi con Google Tag Manager

Grazie a Google Tag Manager tutto quello che dovrai fare è chiedere allo sviluppatore di inserire lo snippet di codice per l’installazione dello strumento sul sito, dopodichè sarai libero di tracciare tutto quello che ti viene in mente.
Tramite un’interfaccia molto intuitiva potrai semplicemente creare Tag, Attivatori e Variabili all’interno del tool, senza dover mettere mano al codice direttamente. Al resto ci pensa lui.

Google Tag Manager: tracciamento eventi

Google Tag Manager: tracciamento eventi

Puoi ad esempio:

  • installare Google Analytics autonomamente;
  • tracciare eventi come click sui link, click sui pulsanti, download di PDF, link telefonici, errori 404, scrolling della pagina e molto altro;
  • tracciare parametri UTM e dire addio al “dark traffic“;
  • tracciare l’Adjusted Bounce Rate del sito per misurare l’engagement del sito web;
  • configurare il cross domain;
  • installare Tag di conversione per AdWords;
  • installare il Pixel di Facebook;
  • installare Tag di Remarketing;
  • gestire l’e-commerce avanzato;
  • installare altri strumenti come HotJar, Yandex Metrica, Google Optimize, Crazy Egg, AdRoll, Criteo, e chi più ne ha più ne metta.

Come se non bastasse, l’utilizzo di Google Tag Manager ti dà anche altri vantaggi. Vediamo qualche esempio.

  • Risparmio di tempo: anche se sei pratico di codice utilizzare la piattaforma anziché implementare i Tag a mano ti renderà la vita più facile.
  • Multiutenza: più utenti possono accedere e lavorare sullo strumento.
  • Versioning: se per caso sbagli qualcosa puoi semplicemente fare rollback e tornare a una versione precedente (yuppieeee!).
  • Debugging: prima di pubblicare ufficialmente le modifiche puoi controllare in modalità anteprima di aver installato tutto correttamente. Puoi persino condividere l’anteprima con altri utenti.
  • Asincronicità: grazie al caricamento parallelo dei Tag non corri il rischio di rallentare il caricamento delle pagine.

…e tanto altro. I vantaggi di Google Tag Manager sono davvero innumerevoli.

Ti faccio un esempio pratico: ecco come cambierebbe la tua vita, prima e dopo Google Tag Manager.
Un po’ come le foto prima e dopo i trattamenti dimagranti. Per fare il raffronto, farò riferimento alle funzioni utilizzate nel post indicato all’inizio dell’articolo.

 

Tracciare un Download PDF prima di Google Tag Manager

Per prima cosa prendi un appuntamento con lo sviluppatore. Nel frattempo, devi identificare tutte le pagine dove è presente il file PDF da scaricare.
Successivamente devi decidere i vari parametri dell’evento:

  • Categoria
  • Azione
  • Etichetta
  • Valore

Questo perché una volta che li hai passati al programmatore, se non sono quelli definitivi, dovrai ricontattarlo, perdendo moltissimo tempo.

Ora che hai esattamente la lista dei parametri, devi dialogare con lo sviluppatore, il quale dovrà identificare esattamente qual è l’elemento HTML (link, pulsante, immagine ecc) da tracciare.
Il consiglio è usare la funzione “onclick“. Quindi il link di download viene configurato come segue:

<a href="/risorsa-file.pdf" onclick="javascript:ga('send', 'event', [eventCategory], [eventAction], [eventLabel], [eventValue], [fieldsObject])">Scarica il PDF</a>

Complicato, vero?

 

Come tracciare un Download PDF con Google Tag Manager

Dopo aver installato GTM (facendo inserire gli snippet di codice allo sviluppatore), tracciare gli utenti che scaricano un PDF dal tuo sito sarà un gioco da ragazzi. Lo vediamo in pochi semplici step.

Dovrai:

  1. Attivare le Variabili Integrate

    Su Google Tag Manager esistono già delle variabili predefinite: l’unica azione da fare sarà attivarle.
    Vai su Variabili (nel menu a sinistra) > Configura > Spunta le voci relative ai Click.

    Google Tag Manager: attivazione variabili integrate

    Google Tag Manager: attivazione variabili integrate

  2. Creare l’Attivatore

    L’attivatore serve a indicare quando dovrà “accendersi” (e quindi attivarsi) il Tag, ovvero l’azione che scatenerà l’evento.

    Clicca su: Attivatori > Nuovo > Configurazione attivatore.
    Scegli un tipo di Attivatore “Click – Solo link” e poi procedi con la configurazione.
    Spunta le due voci “attendi i Tag” e “verifica convalida” ed inserisci le condizioni, personalizzandole a seconda del tuo caso.

    Ad esempio:

    Page URL” – corrisponde all’espressione regolare – “.*”
    Nel caso tu voglia tutte le pagine, oppure puoi inserire le pagine che vuoi tracciare.

    A questo punto puoi seleziona “Alcuni link sui clic” e indica:

    Click URL” – finisce con –  “.pdf“.

    Quello che segue è il riepilogo della configurazione dell’attivatore.

    Google Tag Manager: configurazione attivatore

    Google Tag Manager: configurazione attivatore

  3. Creare il TAG

    Questo è il “cuore” del nostro tracciamento.

    Vai su Tag > Nuovo > Tipo di Tag: Universal Analytics

    Utilizza la seguente configurazione:

    Tipo di monitoraggio: Evento.
    Categoria: PDF.
    Azione: Download {{Click URL}}
    Etichetta: {{Page Path}}
    ID monitoraggio: il codice UA del tuo account Google Analytics

 

Fatto questo puoi salvare il Tag, andare in modalità anteprima e verificare che tutto funzioni correttamente. Se così è, puoi pubblicare la versione ottenendo il tracciamento dei PDF.

Tra le funzionalità avanzate, inoltre, puoi salvate l’ID di Google Analytics in una costante per poterlo utilizzare in tutti i tag in cui è necessario, ed esportare la configurazione per riutilizzarla in altri siti.

Visto com’è semplice? Ora capisci perchè mi sono innamorato di questo fantastico tool.

Cliccando sul link che segue, avrai a disposizione una guida passo passo per approfondire ulteriormente il tracciamento appena visto: https://goo.gl/ruxD5i.

 

Ovviamente, questo è un piccolo esempio di tracciamento; in realtà, grazie a Google Tag Manager, sarai in grado di avere il pieno controllo della web analytics di un sito web.

 

Risorse utili

Su Tag Manager Italia ho scritto un sacco di “trucchi” e guide utili per le tue implementazioni con Google Tag Manager, da un livello principiante ad uno più avanzato.
Vedrai che una volta presa confidenza con Tag, Attivatori e Variabili la tua vita sarà molto più semplice.

Bye bye implementazioni “a manina”!

Se vuoi apprendere qualcosina in più su Google Tag Manager hai questa serie di opzioni:

  • il gruppo Facebook “Fatti di Tag Manager
  • il podcast di Tag Manager Italia
  • il libro che ho scritto di recente: “Google Tag Manager per chi inizia
  • l’evoluzione del libro ovvero il Club Tag Manager Italia,un circolo dedicato a chi vuole fare sul serio con Google Tag Manager e gli altri strumenti della web analytics. (qua devi contattarmi in privato per sapere come entrare, non è ancora pubblico l’accesso).

Mi puoi trovare su LinkedIn, Facebook o via email: info@tagmanageritalia.it.

A presto!

Google Tag Manager per chi inizia - Matteo Zambon

Google Tag Manager per chi inizia – Matteo Zambon

 

2 commenti per “Come tracciare gli eventi con Google Tag Manager

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *