Come aumentare il CTR dei risultati nelle SERP

Articolo aggiornato il 16 dicembre 2017

Come aumentare il CTR con dei semplici e pratici accorgimenti, senza rischiare penalizzazioni.

Un buon posizionamento nella SERP è un ottimo risultato, ma non perdiamo di vista l’obiettivo finale: portare traffico al nostro sito web e soprattutto convertire.

 

 

Cos’è il CTR?

E’ l’acronimo di Click-Through rate, che in italiano viene tradotto con “percentuale di click“. Più precisamente dovremmo dire che si tratta del rapporto tra click ed “impressioni” (visualizzazioni da parte degli utenti).

Se, ad esempio, un banner pubblicitario che viene visualizzato 100 volte in una o più pagine web ricevendo 10 click, avrà un CTR del 10%.

Come aumentare il CTR: cos'è il CTR

Cos’è il CTR?

Detto questo, possiamo dire che il CTR rappresenta un coefficiente che indica l’efficacia di una campagna pubblicitaria sul web.

 

Cos’è il CTOR? [curiosità]

Esiste un ulteriore affinamento di tale valore, denominato CTOR (Click-To-Open Rate), che indica il numero di click in rapporto con il numero di utenti che hanno compiuto l’azione. Riprendendo l’esempio precedente, il CTOR sarebbe del 10% solo nel caso in cui i click fossero stati effettuati da 10 utenti distinti.

 

Come varia il CTR in relazione al ranking?

Riporto i dati di un esperimento descritto in un post di Moz, basato su un campione di 1.000 keywords facenti parte della stessa nicchia.

Variazione del CTR rispetto alla posizione organica

Variazione del CTR rispetto alla posizione organica

Come si vede dal grafico:

  1. il CTR  è massimo in corrispondenza delle prime posizioni, e scende pruscamente verso la parte bassa della prima pagina dei risultati;
  2. nelle prime posizioni, il CTR varia parecchio in base alla lunghezza della parola chiave. Differenza che va a scomparire verso la decima posizione.

Dati di questo tipo fanno comprendere immediatamente il vantaggio di essere nelle prime posizioni delle SERP.

 

Come aumentare il CTR dei nostri risultati in SERP

L’aumento del CTR è uno degli obiettivi del web marketing, in quanto tale parametro è direttamente proporzionale alle potenzialità di successo del sito web ad esso connesso.
Un esempio su tutti: se il nostro sito web vende dei prodotti, è chiaro che più elevato sarà il CTR e più aumenteranno le probabilità di vendita.

Gli elementi a disposizione sui “blocchi” della SERP non sono molti, ma vediamo degli interessanti accorgimenti che possono aiutarci a raggiungere il nostro obiettivo.

 

1- Come sfruttare al meglio il tag title

Il tag title di una pagina web andrà a valorizzare la parte più importante del risultato di una ricerca (indicata dalla freccia in figura).

Aumentare il CTR: l'importanza del title

Aumentare il CTR: l’importanza del title

La creazione di un “title” efficace per le pagine web  prevede la ricerca di equilibrio tra diversi fattori:

  • presenza della keyword che ci interessa valorizzare;
  • coerenza con il contenuto della pagina;
  • lunghezza: non deve superare i 70 caratteri.;
  • presenza di una potenziale query fatta dagli utenti.
Ottimizzazione del title per aumentare il CTR: stiamo scrivendo per delle persone, non per i motori di ricerca

Stiamo scrivendo per delle persone

A questi fattori, aggiungo il più importante:

stiamo scrivendo un titolo che deve essere letto da persone, non stiamo “farcendo” la pagina di parole chiave per i motori di ricerca.

Sembra banale, ma ho notato che spesso è necessario rinfrescare le buone pratiche.
Utilizzare dei title saturi di parole chiave è una tecnica che potrebbe dare dei risultati nell’immediato, ma che ha degli svantaggi notevoli:

  1. possibile penalizzazione da parte dei motori di ricerca;
  2. poche conversioni, quindi un CTR basso.

Se i title, infatti, non risulteranno interessanti per gli utenti, è chiaro che difficilmente cliccheranno per approfondire.

Consigli per ottimizzare il title e favorire l’aumento del CTR
  • Il “title” deve essere breve: circa 10 parole che non devono superare, come detto in precedenza, i 60/70 caratteri. Consiglio di non superarli per evitare di leggere frasi troncate nelle SERP.
  • Ricordiamoci che la parte più importante del “title” è quella iniziale, quindi cerchiamo di inserire la keyword da valorizzare in quella zona.
  • Attenzione all’ortografia. Un “title” contenente degli errori risulterà poco credibile e difficilmente verrà  cliccato.
  • Unicità dei “title“: in un sito, è importante che tutti i title siano diversi l’uno dall’altro (in Google Search Console esistono delle segnalazioni a riguardo).
  • Essere concreti ed espliciti, evitando tentativi di creare “suspense” e giochi di parole. Gli utenti web preferiscono la chiarezza! Forme del tipo “Come fare per…“, “Guida per la creazione di…“, ecc. sono tendenzialmente gradite;  il contro è l’elevata concorrenza.

    Ottimizzare il title per aumentare il CTR

    Ottimizzare il title per aumentare il CTR

  • Risolvere i problemi fornendo soluzioni. Title del tipo “Come ottenere più followers su Twitter“, “Come cambiare dominio senza penalizzazioni“, ecc. sono d’effetto. L’aspetto fondamentale è cogliere le problematiche che possono essere interessanti.
  • E’ meglio evitare di creare dei “title” in maniera automatizzata: se viene percepito dagli utenti, potrebbe essere un elemento negativo.
  • Utilizzare delle frasi accattivanti può colpire l’attenzione e garantirci maggior probabilità di click.
  • L’utilizzo dei numeri costituisce un’attrazione fatale! Title aventi la seguente forma, “7 modi per…“, “I 7 migliori plugin per…“, ecc. spingono inconsciamente l’utente a cliccare poiché la presenza di un numero crea l’associazione con una lista chiara, finita ed ordinata di istruzioni.
  • Così come per i numeri, anche le parentesi quadre e gli hashtag sono elementi “magnetici“. In entrambi i casi, sono sempre le associazioni inconsce da parte degli utenti a lavorare per conto nostro. Le parentesi quadre vengono associate all’argomento di cui si andrà a parlare, ad esempio “[Guide online] Come usare Bootstrap“. Gli hashtag, anche se nel title non hanno un ruolo attivo, vengono comunque associati a “parole importanti” e colpiscono l’attenzione.
  • Non esagerare! Tutti gli elementi esposti sono importanti, ma l’equilibrio ed il buon senso lo sono maggiormente. Quando scriviamo, ricordiamoci che anche noi, in altre sedi, siamo degli utilizzatori dei motori di ricerca. E’ importante salvaguardare la qualità.

 

2- Ottimizzare il meta tag description

Il meta tag “description“, se ben costruito, andrà a costituire lo “snippet” all’interno della SERP.
Ci tengo chiarire subito un punto che crea spesso dei dubbi:

la meta description influenza gli algoritmi di ricerca di Google?
La risposta è NO, nelle normali query di ricerca
.

Viene utilizzata solo nel caso in cui si effettuino ricerche avanzate. Possiamo quindi dire che la description è, praticamente, l’elemento da sfruttare al 100% per “sedurre” gli utenti, facendo aumentare il CTR.

Ottimizzare la description per aumentare il CTR

Ottimizzare la description per aumentare il CTR

Il suo ruolo è quello di arricchire i risultati con un testo descrittivo della pagina di destinazione. La description ideale è quindi un elemento che riesce, in poche parole, ad illustrare all’utente cosa troverà nella pagina, utilizzando la parola chiave in maniera convincente.

 

Come creare  una meta description attraente
  • Come abbiamo visto precedentemente per il “title“, anche la “description” ha una lunghezza massima stimata a 230 caratteri. Tale limite è stato esteso proprio nei primi giorni del 2017, quando Google ha modificato le dimensioni delle descrizioni dei risultati di ricerca. E’ conveniente rispettarlo per non perdere informazioni ed efficacia nel messaggio. Per approfondire, consiglio la lettura del post dal titolo: “Meta Description: come farsi notare in SERP“.

    Creazione di una description attraente per aumentare il CTR

    Creazione di una description attraente

  • Strutturalmente, la description deve essere l’approfondimento del concetto espresso in maniera sintetica dal titolo.
  • Evitare assolutamente di indicare una lista di parole chiave, per lo stesso motivo spiegato relativamente al titolo: è una pratica sterile sia per quanto riguarda il CTR, sia per il posizionamento.
  • Sfruttando anche il fatto che Google indica le keywords di ricerca in grassetto negli snippet dei risultati, cerchiamo di creare un buon messaggio, chiaro e convincente, che guidi gli utenti a cliccare.
  • Google non riporta meccanicamente sullo snippet il testo contenuto nel meta tag “description“: fa delle valutazioni ragionando in questi termini: è più interessante quel testo o altri contenuti della pagina? Il fatto di iniziare la description con la keyword di riferimento per la pagina, farà aumentare la probabilità di vedere la description desidarata (il valore del meta tag) sullo snippet della serp.
  • Presenza della data. Molti siti web forniscono delle guide per fare in modo che Google non riesca a individuare la data dei post inserendola nella parte iniziale della description.
    Togliere la data dallo snippet

    Togliere la data dallo snippet

    Tale operazione viene suggerita per aumentare il CTR, ma io la sconsiglio poiché la mancanza della data è innaturale per un blog.

 

3- Dati strutturati e rich snippet

Come già visto nel post “Microdati, microformati e rich snippet: cosa sono e perché sono importanti“, l’utilizzo di dati strutturati all’interno dei post, e delle pagine web in genere, ha un duplice vantaggio:

  1. favorisce il posizionamento sui motori di ricerca: tali pagine, infatti, fornendo ai motori un maggior numero di informazioni, godranno di considerazione superiore;
  2. permettono la generazione dei rich snippet.

Nell’immagine che segue vediamo alcuni esempi di rich snippet.

Esempi di Rich Snippet - Microdati, Microformati

Esempi di Rich Snippet – Microdati, Microformati

In pratica, Google, basandosi sulla tipologia di dati strutturati con i quali le pagine vengono catalogate, inserisce degli elementi grafici e testuali a supporto dei contenuti.

E’ facile intuire come tali elementi, visualizzati nelle serp, facciano aumentare il CTR: sono d’impatto visivo e forniscono dati aggiuntivi interessanti per gli utenti; in parole povere, rendono i risultati più appetibili.

 

4- Le informazioni sull’autore (Google Authorship)

Da quando Google ha introdotto il concetto di “authorship“, abbiamo visto comparire nelle SERP le immagini e i dati degli autori delle pagine web. Il meccanismo è molto semplice e consiste nell’associare, grazie a dei particolari attributi di tag html, un account di Google Plus alle pagine web, come fosse la firma dei contenuti.

Per approfondire consiglio il seguente post: Usare Google Plus conviene! Scopriamo perché.

Gli autori nelle SERP, statisticamente, fanno aumentare il CTR

Gli autori nelle SERP, statisticamente, fanno aumentare il CTR

Lo screenshot riporta i primi quattro risultati di una SERP. Come vediamo, i primi due sono semplici, mentre il terzo ed il quarto contengono le informazioni sugli autori.
Quale risultato clicchereste?
Numerosi studi hanno dimostrato che, anche non essendo nelle primissime posizioni, i risultati contenenti i dati sugli autori vengono notati e cliccati maggiormente.

A questo proposito vorrei fare una precisazione importante: il fatto di collegare un profilo di Google Plus alla pagina non è sufficiente per elevare il CTR. Il profilo collegato, per ottenere buoni risultati, va curato costantemente! Se notate, tra le informazioni dell’autore viene indicato il numero di cerchie in cui è presente: attraverso tale dato è possibile misurare l’attività dell’autore e quindi la sua credibilità.
Lo stesso vale per l’avatar: è determinante usare una buona immagine, che sia accattivante, ma che mostri la nostra faccia. Sconsiglio di utilizzare immagini “astratte“: sono poco credibili.

 

Conclusioni: gli ingredienti per un CTR elevato

Dopo le considerazioni fatte, possiamo scrivere la ricetta per ottenere un elevato CTR verso le nostre pagine:

  • Un “title” ad elevato impatto
  • Una “description” concisa ed esaustiva, che sia l’estensione logica del concetto espresso dal title
  • dati strutturati corretti e pertinenti
  • collegamento ad un utente di Google Plus attivo, con una immagine di profilo accattivante.

 

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