Analisi SEO di un sito web: il vademecum

Articolo aggiornato il 16 gennaio 2018

Come fare l’analisi SEO di un sito web. Strumenti e checklist per realizzare una ottimizzazione SEO perfetta.

Vediamo alcuni suggerimenti per effettuare un’analisi SEO efficace ed ottenere un miglioramento nel posizionamento.

Analisi SEO: cosa significa e perché è importante?

Analisi SEO: cosa significa e perché è importante?

Ho deciso di scrivere questo articolo per creare una sorta di ibrido tra il “vademecum” e la “checklist“, che possa essere utilizzato come traccia per creare l’analisi SEO di un sito web già avviato, adatta ad essere presentata ai clienti da parte dei professionisti, ma anche per chi, ad esempio, desidera verificare e migliorare il posizionamento del proprio blog.

 

 

Cos’è l’analisi SEO?

Il concetto di “analisi SEO” è abbastanza semplice: prevede, infatti, l’esame di un sito web rivolto sia alla costruzione delle pagine che lo compongono (SEO on-page), sia alla sua interconnessione con il resto del web (SEO off-page), fornendo le istruzioni per ottenere un miglioramento documentabile dell’ottimizzazione per i motori di ricerca.

Due esempi banali di analisi nelle due direzioni (on e off page), sono, rispettivamente, il controllo dei meta tag delle pagine e la verifica del profilo backlink del sito web.

Meno semplice, invece, è comprendere che

le attività SEO  relative ad un sito web hanno senso solo se sono basate su una analisi delle parole chiave.

In mancanza delle keywords di riferimento la SEO non può essere completa. Possiamo verificare che

  • le pagine abbiano un tag “title” perfetto,
  • una “description” persuasiva,
  • che le immagini abbiano il loro testo alternativo (tag ALT),
  • ecc.,

ma se tutto ciò non è organizzato in una precisa Keyword strategy, mirata a far trovare agli utenti quello che cercano (a rispondere alle domande degli utenti), non possiamo aspirare a raggiungere i nostri obiettivi e diventa anche difficile avere il controllo totale della situazione.

Va precisato che il successo è strettamente legato alla qualità dell’analisi delle parole chiave:

essere primi con delle parole chiave che non cerca nessuno, ha poco senso..

 

Come fare l’analisi SEO di un sito web

Fatte le dovute premesse, vediamo, prima di tutto, alcuni strumenti che permettono di effettuare un’analisi SEO automatica; successivamente, quali sono le principali attività da svolgere per realizzarla manualmente.

L’analisi automatica è utile per creare un quadro generale dell’ottimizzazione del sito web: viene eseguito, infatti, un elevato numero di verifiche in brevissimo tempo. Tuttavia, tornando ai concetti espressi precedentemente, quella manuale garantisce maggior precisione rispetto all’analisi delle parole chiave.

 

Analisi SEO automatica (SEO Audit): quali strumenti utilizzare?

Esistono degli strumenti molto interessanti che eseguono un’analisi SEO automatica in base ai criteri più comuni.

Analisi SEO: strumenti gratuiti

Analisi SEO: strumenti gratuiti

1) HubSpot’s Website Grader

Strumento SEO fruibile online che genera un report diviso nelle categorie:

  1. Performance
  2. Mobile
  3. SEO
  4. Security
Analisi SEO di Website Grader

Analisi SEO di Website Grader

Oltre ad attribuire un punteggio per ogni verifica eseguita, fornisce degli utili consigli per il miglioramento del sito web.

2) SEO Workers – SEO Tool for SEO Analysis

Disponibile anche come estensione per Firefox, genera un report per singola pagina che entra molto nel dettaglio. Davvero pratici i suggerimenti che vengono forniti a corredo, tra i quali anche dei video tutorial per l’ottimizzazione.

3) Seo Site Checkup

Uno dei tool gratuiti più completi a disposizione. Esegue circa 5o test sul sito di interesse suddivisi in:

  1. Test SEO di base (tag title, meta tag description, tag heading, robots, ecc.)
  2. Prestazioni (velocità di caricamento, compressione, minimizzazione, cache, ecc.)
  3. Sicurezza del server
  4. Usabilità dai dispositivi mobile (fornendo anche gli snapshot)
  5. Test SEO avanzati (url canonico, link nofollow, ecc.)
Analisi SEO di SeoSiteCheckup

Analisi SEO di SeoSiteCheckup

Gli “how to fix” sono chiari e ben fatti.

4) WooRank SEO Checker

Molto simile al precedente, sia come struttura, sia come efficacia. Graficamente molto più gradevole e moderno. Il SEO audit, in questo caso è più strutturato dei precedenti, e suddiviso in:

  1. SEO
  2. Mobile
  3. Usabilità
  4. Tecnologie utilizzate
  5. Errori di crawling
  6. Profilo backlink (molto semplificato)
  7. Social

 

Per approfondire, consiglio la consultazione della sezione SEO Tools: un’area creata appositamente per raccogliere i migliori strumenti SEO gratuiti, sempre aggiornati e recensiti.

 

La checklist per l’Analisi SEO: verifiche e strumenti

1) Analisi dei competitors e del posizionamento

Prima di tutto verifichiamo lo stato iniziale del posizionamento in base alle keywords di riferimento, ed i “competitors” nelle relative SERP.

Questo aspetto è importante per capire se la direzione delle parole chiave è quella corretta, o se necessita una “deviazione” verso una ulteriore analisi.

Analisi SEO - Le verifiche da fare e gli strumenti da utilizzare

Analisi SEO – Le verifiche da fare e gli strumenti da utilizzare

Gli strumenti da utilizzare per questo tipo di verifica sono:

  • la ricerca di Google, per fare dei test direttamente sulle serp, variando anche i parametri di geolocalizzazione;
  •  Keyword Planner, lo strumento di Google AdWords per avere le informazioni statistiche sulle ricerche collegate ad una keyword;
  • un software in grado di monitorare il position tracking e i competitors organici (es. SEOZoom e SemRush).

2) Analisi della link popularity

Attraverso Google Strumenti per i Webmaster e altri tool come Majestic SEO Site ExplorerAhrefs Site Explorer o Moz Open Site Explorer, è semplice avere un report di tutti i backlinks relativi al sito che stiamo analizzando.

Analisi SEO - Link popularity

Analisi SEO – Link popularity

Tenendo conto anche della qualità dei siti web dai quali provengono i link, possiamo avere un’idea della link popularity del sito: elemento importante per il posizionamento sui motori di ricerca, soprattutto nell’era “post penguin“.

 

I primi due punti, ci permettono di avere uno “snapshot” relativo al posizionamento e alla “popolarità” del sito web, ma soprattutto ci permette di individuare il settore operativo in cui si colloca.

A questo punto, con questa consapevolezza, passiamo agli aspetti tecnici.

 

3) Verifica della scansionabilità da parte del crawler

Punto  basilare per ottenere l’indicizzazione da parte dei motori di ricerca, in quanto consiste nel verificare se gli spider possono scansionare le pagine del sito web.

Come possiamo verificarlo?
Prima di tutto, consiglio la lettura dell’articolo di questo blog dal titolo “robots.txt: come usare il robots.txt in ottica SEO“, che presenta i punti chiave dell’azione di crawling da parte dei motori di ricerca.
Comunque esistono degli strumenti gratuiti per verificare il comportamento di un sito web al passaggio del crawler; eccone alcuni.

  • Google Search Console: tool immancabile per ogni webmaster. Grazie alla funzione “Scansione” > “URL bloccati” è possibile individuare immediatamente se e quali parti del sito sono non accessibili allo spider di Google. Unica avvertenza: le modifiche non vengono aggiornate in tempo reale, ma ad ogni scansione del robot.
  • Screaming Frog SEO Spider Tool: strumento, da scaricare ed installare, fornisce dati dettagliati e specifici su ogni risorsa disponibile ai motori di ricerca.

  • MOZ Crawl Test: tool che fornisce un’analisi completa della “salute” di tutte le risorse del sito in esame. Di sicuro il più completo, ma gratuito per 30 giorni.

Grazie a queste utility, possiamo verificare anche la presenza di eventuali “link rotti” e gli “http status codes” di tutte le risorse presenti.

 

4) Analisi dell’alberatuda del sito web

E’ preferibile che la l’architettura del sito web sia più “piatta” possibile (flatter site architecture): meglio sviluppare i contenuti in maniera orizzontale, senza introdurre livelli di profondità elevati.

Per approfondire, consiglio un video dell’amico Franceso Margherita (seogarden.net) dal titolo: “Come strutturare un sito web lato SEO“.

Inoltre, consiglio la lettura del seguente post: “SEO e Silo: la sottile arte del Siloing“.

 

5) Verifica della sitemap XML e della configurazione di Search Console

Non è obbligatorio creare e comunicare a Google (attraverso Search Console) la “sitemap“, ma fa parte delle buone pratiche SEO e, di certo, accorcia i tempi di indicizzazione.

 

6) Verifiche strutturali delle pagine (codice HTML)

Le verifiche strutturali, chiaramente, dipendono dalla morfologia del sito web.

Analisi SEO - Verifiche strutturali

Analisi SEO – Verifiche strutturali

Tuttavia, vediamo alcuni punti importanti, in formato checklist, per evitare di introdurre errori SEO e per ragionare in ottica di miglioramento.

 

Tag rilevanti

Verificare la presenza e la corretta formattazione dei tag “title“, “description” e “Keywords“. I primi due fanno parte dell’ABC della SEO: sono fondamentali per ottenere un buoni risultati in termini di posizionamento e di conversioni. Determinano, inoltre, la struttura del risultato all’interno delle SERP. Relativamente al tag keywords, è ormani noto da tempo che per Google è ininfluente, ma per gli altri motori? Inserirlo non costa nulla…

Struttura degli URL

Oggi è sottinteso l’uso del “rewrite URL“. Gli URL devono avere una struttura che definisco “SEO & USER friendly“, ovvero devono avere un ottimo rapporto tra lunghezza ed esplicitazione del contenuto al quale si riferiscono. Consiglio di evitare assolutamente il carattere “_” (underscore).

Il corretto funzionamento del rewrite URL

Tale verifica è intesa in rapporto alla duplicazione dei contenuti. L’esempio classico è la coesistenza, per la homepage, di tutte le seguenti versioni di URL:  www.miosito.it/it/www.miosito.it/itwww.miosito.it/it/home/www.miosito.it/it/home. La stessa cosa vale per la questione “www” o “non www“: deve essere presente una regola di rewrite che ne rende utilizzabile una sola versione.

Canonical URL

Tutte le pagine devono indicare l’URL canonico attraverso l’apposito tag.

Ricordiamoci di dare la giusta importanza al logo, corredandolo di link, title e testo alternativo.

Briciole di pane (breadcrumbs)

Sono importanti sia per mantenere un buon livello di navigabilità da parte degli utenti, ma anche per favorire la scansione delle pagine da parte degli spider dei motori di ricerca.

Tag Heading (H1, H2… H6)

H1 e H2 devono essere presenti in tutte le pagine, tenendo conto del fatto che il testo che contengono è quello che verrà considerato più importante. I rimanenti, secondo il mio parere, sono fondamentali per dare una corretta struttura al contenuto.

L’ottimizzazione delle immagini

Determinante per un buon posizionamento. A questo proposito consiglio la lettura del post di questo blog dal titolo “SEO: come ottimizzare le immagini“.

L’ottimizzazione dei link

Tutti i link devono avere un anchor text ed un title coerenti con la pagina in cui sono contenuti e con quella di destinazione.

CSS inline

Da evitare; consiglio di esportarlo completamente in file esterni. L’unica eccezione riguarda il CSS “critico” per la renderizzazione dell’ATF (Above The Fold)

Minimizzazione del codice JavaScript, dei fogli di stile e dell’HTML

Importante per garantire elevate prestazioni al sito web.

Dati strutturati

Ne consiglio sempre l’utilizzo, in quanto vengono interpretati da Google per arricchire gli snippet in SERP. Per approfondire, suggerisco il seguente post: “Microdati, microformati e rich snippet: cosa sono e perché sono importanti“.

Condivisione Social Media

E’ consigliata la presenza, in tutte le pagine, di elementi di interconnessione e di condivisione con i Social Network.

Versione responsive (per dispositivi mobile)

Il sito web deve essere visibile dai dispositivi mobile mantenendo un buon grado di accessibilità e di prestazioni.

Analisi SEO - L'importanza della versione mobile

Analisi SEO – L’importanza della versione mobile

 

7) Ottimizzazione dei contenuti

L’analisi dei contenuti che compongono il sito, è probabilmente, l’attività più importante di un’analisi SEO.

Analisi SEO - L'importanza dei contenuti

Analisi SEO – L’importanza dei contenuti

Deve essere effettuata con grande attenzione e in “simbiosi” con le parole chiave da valorizzare.

Ecco alcuni consigli per la verifica ed il miglioramento dei contenuti.

  • Ottimizzazione dei meta tag delle pagine: consiglio la lettura del post “Come aumentare il CTR dei risultati nelle SERP“.
  • Qualità dei testi. Consiglio la consultazione dei seguenti post: “Web Writing: l’arte di scrivere per il web – Intervista a Francesca Zadra” e “L’importanza dei contenuti di qualità sul web“.
  • Struttura dei testi: per effettuare tale verifica, suggerisco di utilizzare una installazione di WordPress con il plugin WordPress SEO by Yoast. L’analizzatore SEO delle pagine di questo tool è davvero utile e potente, soprattutto nella versione a pagamento. Tra i parametri considerati troviamo: lunghezza del testo, keyword density, presenza della parola chiave nei punti strategici (titolo, title, description, primo paragrafo, h1/h2, testo alternativo delle immagini, ecc.), ottimizzazione delle immagini in relazione alla keyword da valorizzare, correttezza dei meta tag, presenza di link interni, presenza di link esterni (nofollow/dofollow), ecc..
  • Duplicazione dei contenuti: grazie a Siteliner, possiamo verificare in pochi secondi la presenza di contenuti duplicati e contenuti “comuni“.

 

8) Prestazioni

Le prestazioni del sito web sono importantissime per il posizionamento: è chiaro che, a parità di qualità verrà considerato migliore il sito web che restituisce la risorsa richiesta più velocemente.

Analisi SEO - Le prestazioni del sito web sono importanti

Analisi SEO – Le prestazioni del sito web sono importanti

Lo strumento da utilizzare per tale verifica è Google PageSpeed Insights. Valuta la velocità di caricamento delle pagine e l’esperienza dell’utente sia in versione “desktop“, sia in versione “mobile“, fornendo preziosi suggerimenti per l’ottimizzazione.

Per aumentare le prestazioni, consiglio, oltre che l’ottimizzazione della struttura del sito, l’utilizzo di sistemi di caching.

Per i lettori che usano WordPress consiglio assolutamente la lettura del post dal titolo: “Velocizzare WordPress per la SEO e arrivare a 100/100 su PageSpeed Insight. Guida e Riflessioni“. Nell’articolo introduco anche Instant Page System (IPS), un nuovo metodo di navigazione ultraveloce che ho implementato.

 

9) Penalizzazioni

E’ importantissimo verificare se sono in atto delle penalizzazioni (algoritmiche o manuali). Se sono presenti vanno gestite con cura, e ne vanno comprese le motivazioni.

 

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