Tag title: la formula del successo in ottica SEO

Esistono delle regole per creare dei tag title efficaci per i nostri contenuti?
Direi proprio di SI! Raccogliamo tutti i consigli e creiamo una procedura che tutti possono seguire.

 

Il tag title ed il suo impatto sul CTR

Il tag title ed il suo impatto sul CTR

Uno degli elementi più importanti per la SEO è costituito dal “tag title“. Crearne uno “forte“, rilevante ed attraente, può avere un grande impatto sul posizionamento di una pagina all’interno delle SERP, ma anche sul CTR (Click-through rate) e di conseguenza sul traffico entrante.

L’obiettivo di questo post è fornire una sorta di “formula” semplice da seguire per chiunque che possa essere di supporto alla creazione di tag title vincenti.

Per prima cosa ricordiamo i fondamentali. Il numero di caratteri ideali per la costruzione di un buon tag title è 70; rispettare tale valore è determinante per riuscire a sfruttare al massimo il potere di ciascuno di essi. Se superiamo il limite, comunque Google considererà la prima parte della nostra creazione, ma probabilmente non abbiamo concentrato i nostri sforzi verso “la zona che conta“. Al contrario, creare dei title molto corti, equivale a”buttare via” un’opportunità e perdere credibilità.

Né grasso, né ossa quindi, ma solo carne di ottima qualità!

Per quanto riguarda la “forma“, invece, consiglio di non scambiare il tag title con il titolo di un post o di una pagina: va considerato come il titolo di un annuncio pubblicitario, ovvero conciso (tenendo in mente il punto precedente) ed esaustivo.

 

Passo 1: inserire la parola chiave come primo elemento

Tag title: la keyword va come primo elemento

Tag title: la keyword va come primo elemento

E’ un concetto abbastanza semplice ed ormai noto: più le parole di interesse vengono posizionate nella parte iniziale del “title“, è più vengono considerate importanti.
Ma siamo proprio certi che sia una pratica rispettata? Probabilmente la teoria è semplice, ma è sconcertante la quantità di aziende che inserisce, ad esempio, il nome del brand come primo elemento (che probabilmente è contenuto anche all’interno del dominio).

Oltre a favorire il posizionamento del sito web per le parole chiave selezionate durante la fase di analisi delle keywords, il fatto di rispettare questa regola, creerà un forte “segnale visivo” all’interno della pagina dei risultati (perché gli utenti tendono ad osservare con maggior attenzione proprio quella zona della pagina), il quale favorirà una “connessione” con l’utente che ha prodotto la query. Il risultato di tutto ciò, chiaramente, condurrà ad un aumento della probabilità di ottenere dei click rilevanti.

Che speranza avrei di posizionare la parola chiave “TAG TITLE” se utilizzassi, ad esempio, un title di questo tipo?
“Alessio Pomaro – SEO specialist – Come ottimizzare il tag title”

 

Relativamente all’homepage, come ci si comporta?
Il tag title per l'homepage

Il tag title per l’homepage

Molti credono che l’homepage sia un’eccezione a ciò che abbiamo visto fino a questo punto, ovvero che debba essere utilizzata come esaltazione del nome dell’azienda. Io non sono dello stesso avviso: ritengo l’homepage la maggiore opportunità dell’intero sito web, proprio perché

  • rappresenta la pagina con priorità di navigazione superiore, 
  • con tutta probabilità è quella che viene linkata più facilmente,
  • ha il pagerank più elevato.

Se proprio è indispensabile indicare il nome dell’azienda, lo farei nella parte finale dei tag title oppure attraverso il meta tag description.

 

Passo 2: cosa inseriremo dopo alla parola chiave? Una “call to action

Dopo aver comunicato all’utente che offriamo ciò che stava cercando (attraverso la parola chiave), è necessario inserire un elemento di “invito” a compiere una determinata azione. Tale elemento viene chiamato “call to action“. Consiglio sempre di fare dei test, provando a creare dei tag title con e senza call to action per toccare con mano la schiacciante vittoria di quelli contenenti il “verbo irresistibile“.

Il tag title e le call to action

Il tag title e le call to action

Vediamo alcuni esempi di call to action amate dagli utenti.

  • Informative: “impara“, “scopri“, “trova“, “leggi“, “guarda“.
  • Transazionali: “prova“, “ottieni“, “acquista“, “scarica“.

Concludo il punto con un concetto che sembra abbastanza ovvio, ma è meglio non dare nulla per scontato. Se basiamo i nostri tag title sulla promessa di un download gratuito in cambio di un’azione da parte dell’utente, assicuriamoci che il contenuto sia realmente presente. Il web è un mezzo difficile da conquistare, ma estremamente rapido per quanto riguarda il passaparola tra gli utenti. Il consiglio per monitorare il corretto funzionamento di questo genere di pagine è quello di controllare sempre la frequenza di rimbalzo: se notiamo bruschi aumenti, probabilmente qualcosa ha smesso di funzionare correttamente.

 

Passo 3: l’utilizzo di varianti delle parole chiave o di keywords alternative

L'utilizzo delle keywords secondarie e delle varianti

L’utilizzo delle keywords secondarie e delle varianti

E’ possibile sfruttare ulteriormente il potere del tag title con l’aggiunta di parole chiave correlate a quella primaria. Grazie a questo accorgimento, possiamo mirare ad aprire maggiormente il ventaglio di query che comprendono le nostre pagine tra i risultati.
Facciamo un esempio semplice. Ipotizziamo che il business di un’azienda sia costituito dalla produzione di prodotti per il giardinaggio e che dobbiamo creare un tag title per la pagina della “Guida per giardinieri“. Utilizzando le regole viste finora considereremo i seguenti aspetti:

  • parola chiave primaria nella parte iniziale;
  • presenza della “call to action“;
  • inserimento di una variante della keyword o di una secondaria;
  • chiusura con il brand.

Il meta title potrebbe diventare:

Guida per giardinieri: scopri i segreti del giardinaggio – AP Garden

Grazie alle varianti e alle parole chiave secondarie, la pagina potrebbe risultare interessante anche per le parole chiave “giardinaggio” e “segreti del giardinaggio” (ma anche altre combinazioni), oltre che per la keyword primaria “guida per giardinieri“.
Tale strategia è davvero efficace per massimizzare il rendimento dei tag title. Attenzione, però, a non duplicare la chiave primaria: non solo viene considerato spam e stronca la credibilità del sito web, ma non rappresenta alcun beneficio per la SEO.

 

Qual è, quindi, la formula per il tag title perfetto?

Vediamo uno schema di esempio.

  • pagine normali: [keyword primaria], [call to action] [keyword secondaria / variante] – [brand]
  • pagine prodotti: [nome prodotto] -[call to action] [keyword secondaria / variante] | [brand]
  • articolo di un blog: [keyword primaria]: [titolo del post con keyword secondaria / variante] – [nome blog]

 

Conclusioni

Abbiamo visto alcune regole per la creazione di tag title attraenti per gli utenti, ma sappiamo benissimo che non esistono pozioni miracolose in ambito SEO, ma solo test e conseguenti “correzioni di tiro“.
Consiglio di utilizzare Google Strumenti per i Webmaster (GWT) per monitorare le variazioni di CTR (Click-Through rate) al variare dei tag title delle pagine.

Trattiamo il tag title con un’attenzione direttamente proporzionale alla sua importanza per la SEO: nulla va lasciato al caso!

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