Rendere SEO WordPress: consigli per l’ottimizzazione

Consigli pratici per rendere SEO WordPress, ovvero per renderlo ottimizzato al massimo per i motori di ricerca

Un breve accenno relativo a WordPress tratto da Wikipedia:

WordPress è una piattaforma software di “personal publishing” e content management system (CMS), sviluppata in PHP e che usa come database MySQL. Consente la creazione di un sito internet formato da contenuti testuali o multimediali, facilmente gestibili ed aggiornabili. Creata da Matt Mullenweg, è distribuita con la licenza GNU General Public License.

Ultimamente, mi capita spesso di pensare..

WordPress è una “macchina da guerra” in ambito SEO!

Rendere SEO WordPress: consigli per l'ottimizzazione

Rendere SEO WordPress: consigli per l’ottimizzazione

Tale affermazione deriva dal fatto che, secondo me, WordPress possiede la struttura perfetta per il posizionamento sui motori di ricerca.

Non cadiamo in facili fraintendimenti: con questo non intendo sostenere che tutti i siti dovrebbero essere realizzati con WordPress, ma semplicemente che questo CMS, con qualche accorgimento, rappresenta (con poco sforzo) un’ottimo punto di partenza per un sito ottimizzato per i motori di ricerca.

Andiamo a vedere qualcuno di questi accorgimenti..

  • Installare un plugin che permetta di gestire in maniera semplice gli elementi basilari, ovvero i meta tag di pagine e post. Consiglio Yoast SEO WordPress perché, a mio avviso è il più completo. Come valore aggiunto offre la possibilità di amministrare il file robots.txt, il file .htaccess e la Google Sitemap. L’elemento più interessante del plugin è sicuramente l’analisi SEO delle pagine (ma anche dei post e di tutti gli altri elementi del sito web) che mostra in tempo reale come sarà lo snippet di Google e mette in luce i difetti del contenuto da correggere per ottenere l’ottimizzazione. Alcuni esempi: il tag title troppo lungo, la mancanza della keywords in posizioni strategiche, la mancanza di testo alternativo sulle immagini, ecc..

  • Collegare il sito ai social network. Questa pratica è divisa in due parti: 1) inserire i social signals  per la condivisione dei contenuti da parte degli utenti; 2) sincronizzare la pubblicazione dei post con i propri profili sui social network.
    La cooperazione tra il sito ed i social network viene premiata dai motori di ricerca. Inoltre, le informazioni si diffonderanno a livello esponenziale grazie al canale dei social network. Jetpack è un plugin che, tra le sue innumerevoli funzionalità, permette di realizzare tutto ciò con semplicità (per utilizzarlo è necessario avere un account su WordPress.com: registrazione gratuita).

    SEO WordPress - Un esempio di social signals

    SEO WordPress – Un esempio di social signals


  • Utilizzare l’account Google+ come “author” per il sito web. Per ottenere questo, consiglio di inserire il link del proprio profilo di Google+ sia sul profilo dell’utente amministratore di WordPress, sia all’interno dell’apposita voce sulle impostazioni di Yoast SEO WordPress. Tali accorgimenti sono utili sia perché Google premierà la presenza dell’account di Google+, sia perché garantirà la visualizzazione del proprio avatar di Google+ all’interno dello snippet sulla SERP di Google.

  • Utilizzare i commenti di facebook in sostituzione di quelli di WordPressFacebook Comments by Fat Panda è un interessante plugin che va a sostituire automaticamente l’area di commento di WordPress con quella di facebook. Il risultato è il seguente: gli utenti che vorranno commentare i contenuti, oltre a farlo sul sito web, lo faranno anche sulla loro bacheca di facebook, ottenendo così una maggior diffusione del contenuto.
    EDIT: in alternativa, il plugin Comments Evolved for WordPress, permette non solo di inserire i commenti di facebook, ma anche quelli di Google+ e di WordPress. Potete vederlo installato sul piede di pagina di questo sito.


  • Utilizzare i microdati per ottenere dei rich snippet sulla SERP di Google. Schema Creator by Raven è un plugin che permette di inserire i microdati su tutti i contenuti del sito.

  • Utilizzare o creare temi “responsive. Vediamo cosa significa responsive grazie a Wikipedia:

    Il termine Responsive Web Design (RWD) viene utilizzato per indicare una particolare tecnica di Web design per la realizzazione di siti web in modo che le pagine adattino automaticamente il layout per fornire una visualizzazione ottimale in funzione dell’ambiente nei quali vengono visualizzati (pc su desktop con diverse risoluzioni, tablet, smartphone, cellulari di vecchia generazione, web tv) riducendo al minimo all’utente la necessità di ridimensionamento e scorrimento, in particolare quello orizzontale.

    I motori di ricerca premiano tale caratteristica. Se il sito web è datato o non si ha la possibilità di utilizzare un tema responsive, è possibile sfruttare una apposita funzione del plugin Jetpack, la quale che permetterà la visualizzazione del sito su tutti i dispositivi.


  • Non sottovalutare l’ottimizzazione della velocità del sito. I motori di ricerca premiano i siti web che impiegano poco tempo per visualizzare le pagine. Su WordPress, per aumentare la velocità, consiglio di utilizzare dei plugin che creano una copia cache delle pagine (se non è possibile farlo da web server) e di alleggerire il più possibile il CMS da plugin non utilizzati/non necessari. Se si ha dimestichezza con html e PHP, inoltre, è possibile ottimizzare i temi sostituendo (laddove è possibile) le variabili di WordPress con delle stringhe statiche (ad esempio il title della homepage).

  • Ottimizzare i permalink. WordPress, permette di personalizzare la struttura dei link del sito web. Per farlo, è sufficiente accedere al menù “Impostazioni” e successivamente “Permalink“. Il sistema propone varie opzioni di strutture preconfigurate. Io consiglio quella che definisce “nome articolo“, che è quella che utilizzo su questo sito.
    E’ possibile, inoltre, personalizzare la parte di URL che viene aggiunta nei link per i tag e per le categorie. Io consiglio di utilizzare delle stringhe più corte possibile, in modo che le keywords siano posizionate prima possibile sull’URL

  • Migliorare il file robots.txt. Il file in questione permette di decidere quali zone del sito i motori di ricerca non devono indicizzare. Tale modifica permette di ottimizzare il “passaggio” da parte degli spider e di evitare che vengano indicizzati erroneamente dei link non desiderati, con il rischio di avere dei contenuti duplicati.
    Un esempio del contenuto del file robots.txt potrebbe essere il seguente (chiaramente i percorsi vanno adattati per ogni sito):

    User-agent: *

    Disallow: /wp-
    Disallow: /cgi-bin/
    Disallow: /wp-admin/
    Disallow: /wp-includes/
    Disallow: /wp-content/
    Allow: /wp-content/uploads/
    Disallow: /trackback/
    Disallow: /feed/
    Disallow: /comments/
    Disallow: */trackback/
    Disallow: */feed/
    Disallow: */comments/
    Sitemap: http://www.il-tuo-sito-sito.it/sitemap_index.xml


  • Ottimizzare le immagini. Io consiglio di farlo manualmente (inserendo dei testi alternativi – tag ALT – contenenti le parole chiave), immagine per immagine, perché ogni contenuto ha le proprie necessità. Tuttavia, se non ci sono le condizioni per poterlo fare, esistono dei plugin che inseriscono automaticamente il testo alternativo: un esempio è SEO Friendly Images.
    Consiglio, inoltre, di inserire delle parole chiave anche nel nome del file e di ridurne il più possibile le dimensioni, mantenendo un buon rapporto “dimensioni/qualità“.


  • Re-indirizzamenti. Se il sito in WordPress va a sostituire un “vecchio” sito è importantissimo inserire le regole di redirect 301 per non perdere il posizionamento sui motori di ricerca. Tale operazione è necessaria per “comunicare” ai motori che un determinato link è stato sostituito (definitivamente) con un nuovo link (deve essere fatto per tutti i link del sito). Se si è utenti esperti, è possibile farlo inserendo le regole di redirect all’interno del file .htaccess; al contrario , il plugin Simple 301 Redirects è quello che serve. Chiaramente, questa regola vale anche per i siti non realizzati con WordPress.

  • Content is king. Non mi stancherò mai di dirlo: su WordPress, ma su qualunque tipo di piattaforma, l’elemento che fa la differenza sono i contenuti originali di qualità. A questo proposito ho scritto un post ad hoc dal titolo SEO copywriting: come scrivere i contenuti.

 

Spero che gli accorgimenti elencati possano essere d’aiuto per rendere SEO WordPress e per realizzare dei siti migliori.

 

2 thoughts on “Rendere SEO WordPress: consigli per l’ottimizzazione

  1. Pingback: Errori SEO - Stefano Margutti

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