SEO entity e social signal vs Keywords e backlink – Case study

Da tempo si dice, ed è ormai noto, che il modo di fare SEO sta cambiando. Sicuramente molti sapranno che il vecchio concetto di keywords è sempre più lontano e che le vecchie tecniche di link building non sono più praticabili, ma quali sono i nuovi scenari? Cosa sono le SEO entity e come/quanto influiscono i social signal?

Approfondiamo l’argomento con Ferdinando Signorelli, fondatore di marketingadvsignorelli.it e consulente marketing per aziende, imprese e professionisti con circa 10 anni di esperienza e di competenze in grafica, web design – development, web marketing, SEO, SEM e Social Media Marketing.

 

SEO entity, ed evoluzione della SEO

SEO entity, ed evoluzione della SEO.. è morta o non è morta?

L’idea di questo articolo è nata osservando alcuni comportamenti di Google nel corso del tempo, in realtà, ciò di cui sto per parlare non è altro che la mia conferma, la mia testimonianza e il mio punto di vista su ciò che da tempo leggo in rete riguardo alle ipotesi e alle opinioni di vari e autorevoli professionisti.

Per entrare nel merito, però, devo fare una breve parentesi su alcune frasi ricorrenti che (purtroppo) spesso leggo su blog di amici e colleghi anche molto autorevoli: “Scordatevi la SEO!“, “Addio Google e i suoi tempi lunghi…“, “Usiamo i guest post, i social e l’advertising“, ecc..

Per me la SEO è alla base di qualsiasi progetto di web marketing che abbia un minimo di intento a medio e lungo termine e, come vedremo, i guest post, i social e l’advertising non sono pratiche che la sostituiscono ma la integrano e la rafforzano.

Credo che chiunque operi in ambito web dovrebbe almeno conoscere le basi della SEO, dallo sviluppatore al copywriter fino ai responsabili SEM e SMM perché in ognuna di queste fasi la SEO gioca un ruolo rilevante, determinante e fondamentale.

Ma veniamo a noi, perché qualcuno dice che i guest post, i social e l’advertising possono farci dimenticare la SEO?

Perché sono strategie che ti consentono di arrivare velocemente ad un grande numero di utenti “targhettizzati e portare tanto traffico di qualità verso le tue pagine web senza attese.

Verissimo!

SEO: posizionamento organico o advertising?

SEO: posizionamento organico o advertising?

Il punto è che l’advertising richiede investimenti economici che a lungo andare possono essere sostituiti o alleggeriti grazie a buoni posizionamenti organici; il guest post è un ottimo metodo per farsi conoscere, acquistare autorevolezza, traffico e nuovi utenti ma è comunque un passaggio sporadico e momentaneo che, singolarmente, non può bastare. I social sono un eccellente mezzo per portare nuovi utenti e traffico verso le nostre pagine ma per propria natura hanno un impatto legato al momento e da soli non possono sostituire una fonte di traffico continua e longeva come quella dei motori di ricerca.
Inoltre, proprio su questo blog, in una bellissima intervista a Giorgio Taverniti, ho letto che secondo delle statistiche il traffico proveniente dai social converte il 16% rispetto al 41% del traffico proveniente dai motori. Interessante vero?

Tutte queste pratiche però, oltre ai benefici immediati, sicuramente possono contribuire ad un buon posizionamento SEO nel settore di interesse. Come?

L’advertising e i guest post possono aiutarci ad aumentare i sostenitori sui profili social e soprattutto possono aiutarci ad aumentare le interazioni come like, condivisioni, commenti ecc…
In una parola i social signal!

E cosa c’entrano i social signal con la SEO? Ovviamente tanto.

 

SEO e Social Signal

SEO entity e social signal

SEO entity e social signal

Anche se ufficialmente i motori di ricerca non danno parametri certi di valutazione, da tempo si dibatte su come e quanto i social signal influiscano sui risultati delle serp. Ragionando secondo la logica è ovvio che contenuti con molte interazioni sociali hanno più rilevanza rispetto a contenuti che nessuno condivide o apprezza pubblicamente e che per questo i motori di ricerca li ritengono maggiormente graditi e quindi li propongono tra i primi risultati. Tutto questo vale ancora di più se parliamo di Google Plus, è ovvio pensare che Google prende in considerazione le interazioni di un contenuto sulla propria piattaforma e soprattutto non sottovaluterei il fatto che quando gli utenti sono loggati con il proprio account Google vedono dei risultati di ricerca personalizzati in base alle proprie cerchie e alle proprie preferenze su Google plus. Infine, vorrei sottolineare l’importanza delle pagine Google local nelle ricerche geolocalizzate.

A conferma di tutto questo vorrei portare una mia testimonianza diretta.

 

Case study

SEO entity e social signal: case study

SEO entity e social signal: case study

Seguendo un blog giovane (per questioni di privacy non faccio nomi), con una bassissima domain autority e pochissimi backlink ho notato chiaramente che pubblicando degli articoli ben curati con tanto di ricerche e studi preventivi su keywords, concorrenza, long tail, ecc… con tanto di testi semantici, dettagliati e curati nei meta tag e nella formattazione, se attendo qualche giorno (3-4) senza condividerli e pubblicizzarli sui social, è praticamente impossibile trovarli tra i risultati di ricerca, anche se con l’operatore “site” le pagine risultano già indicizzate. Cominciando a condividere gli articoli sui vari social e dopo aver raggiunto un discreto numero di interazioni (dalle 20 alle 150 interazioni) gli articoli ottengono dei balzi notevoli fino a rientrare nelle prime 30 posizioni in serp.

In alcuni casi, dove la concorrenza è particolarmente alta, le parole chiave dopo il balzo riscendono clamorosamente in pochissimo tempo.

Cosa sono le SEO entity?

Cosa sono le SEO entity?

Tutto questo attesta che i social signal influiscono decisamente nell’immediato e non sempre a lungo termine, ma soprattutto che i social signal (se ci pensi) sono anche dei backlink a tutti gli effetti e addirittura in qualche caso dofollow. Tra l’altro le condivisioni social, spesso, portano anche citazioni e menzioni ai nostri contenuti da altri blog, quindi, backlink naturali che probabilmente daranno più stabilità alle posizioni raggiunte grazie alle interazioni sociali.

Ecco perché credo che certe strategie debbano essere considerate a sostegno e non a sostituzione della SEO.

In tutto questo scenario un’altra fattore che emerge chiaramente è l’associazione che il motore di ricerca fa tra “entity” e domini. Ma facciamo un piccolo passo indietro, cosa sono le entity?

 

Le SEO entity

SEO entity: concetti associati a domini

SEO entity: concetti associati a domini

Con i nuovi algoritmi Google ha praticamente sostituito il vecchio concetto di keyword con entità; in pratica le parole diventano “concetti” ma, soprattutto, Google associa dei concetti a determinati domini che trattano quei concetti da tempo, con autorità e con ottimi riscontri sociali e alti indici di gradimento da parte dei lettori. In questo modo il motore di ricerca è sicuro di rendere agli utenti il risultato migliore, e probabilmente ha ragione!

Cosa c’entra tutto questo con il case study precedente? Tantissimo.

 

Il nesso tra SEO Entity e Social Signal

Ricordi quando ti ho detto che grazie alle interazioni social alcuni articoli ottimizzati per determinate parole chiave balzavano nelle prime 30 posizioni?
Bene, sicuramente avrai pensato che le prime 30 posizioni non sono un buon risultato!
Ma sai chi c’era prima?
C’erano tutti quei blog che trattano l’argomento-concetto da più tempo, con diversi post dedicati al singolo concetto visto da più punti di vista e con tutti i concetti relativi associati, e con molti, molti più follower ed interazioni sociali per ogni singolo articolo.

SEO entity: il piano editoriale

SEO entity: il piano editoriale

Molte posizioni precedenti alla mia non avevano nemmeno la keyphrase nel titolo, questo a sostegno del fatto che più che l’ottimizzazione SEO (relativa alle keyword) oggi contano decisamente le entità e il modo in cui le approfondiamo e le sviluppiamo in tutto il nostro piano editoriale.

A sostegno dell’importanza delle entity voglio anche sottolineare l’accordo tra Google, Bing e Yahoo che si sono alleati supportando schema.org a sostegno dei microdati per individuare ogni “elemento” univocamente.

Siamo solo all’inizio e sicuramente saranno implementati altri tipi di contenuti ma, quelli esistenti al momento, cosa ti sembrano? A me sembrano delle entità.

E forse l’unico modo per guadagnare qualche altra posizione in quella famosa top 30 potrebbe essere proprio l’utilizzo dei microdati!

A te le riflessioni e i commenti.

Spero che questo articolo sia stato utile ed abbia dato qualche spunto interessante. Grazie per l’attenzione e alla prossima!

PS. Sul mio sito è disponibile una Guida SEO di livello intermedio, per chi fosse interessato la risorsa è gratuita e ringrazio Alessio per avermi dato la possibilità di menzionarla.

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