Redirect per e-commerce: quando e come usarli

Dopo aver approfondito l’utilizzo del redirect 301 per mantenere il posizionamento nel caso di importanti al sito web, vediamo le migliori tecniche di redirect per e-commerce: pratica importante per vendere online seriamente.

 

Redirect per e-commerce: come l'ufficio postale che inoltra le comunicazioni?

Redirect per e-commerce: come l’ufficio postale?

Se in passato abbiamo dovuto trasferirci in una nuova abitazione, sappiamo bene come funziona la prassi per continuare a ricevere la posta: diamo all’ufficio postale il nuovo indirizzo, il quale, per un periodo di tempo, si occuperà di inoltrare lettere, bollette, pacchi, ecc..

Per quanto riguarda un sito web di e-commerce, quando vogliamo “spostare qualcosa“, non è così semplice: non esistono uffici postali con i quali comunicare e non possiamo incollare un “adesivo” con la comunicazione della nuova destinazione sulle pagine.

 

Come funziona il redirect?

Il redirect fa esattamente la seguente azione: nel momento in cui si inserisce un URL nel browser e si procede alla visualizzazione, o quando, più semplicemente, si clicca su un link, interviene portandoci dalla posizione iniziale ad un’altra destinazione.

Redirect per e-commerce: il redirect 301

Redirect per e-commerce: il redirect 301

Il metodo con il quale reindirizza rappresenta un concetto più complesso. Probabilmente tutti conosciamo il classico errore 404 (Pagina non trovata), giusto? Beh, esistono molti altri codici come questo che indicano proprio al browser (e al crawler del motore di ricerca) lo stato di un URL “rediretto” (ad es. se sarà un redirect definitivo o se sarà solo un evento temporaneo) e come procedere.

Attualmente, i “codici di reindirizzamento” più utilizzati/consigliati sono:

  • 301 – redirect permanente (l’URL di partenza non tornerà mai raggiungibile);
  • 303 – indica che la risorsa richiesta è disponibile altrove utilizzando un metodo GET;
  • 307 – reindirizzamento temporaneo (la pagina che si desidera è stata spostata temporaneamente spostato in una nuova posizione).

Nel 99% dei casi, un negozio online necessiterà di redirect 301, e per questo sarà quello che verrà considerato maggiormente dal post.

 

Quando è necessario un redirect per un sito web di e-commerce?

Partiamo da presupposto di avere, tra le proposte del catalogo, un prodotto molto popolare. Nel corso del tempo, la sua pagina accumula una grande quantità di link su siti esterni. Dopo pochi anni, però, è necessario sostituire il prodotto con una nuova versione.

Come facciamo per sostituire la pagina con la nuova versione senza perdere il patrimonio accumulato in termini di posizionamento, link entranti e potenziali acquirenti? Questa è la situazione ideale per utilizzare il redirect 301!

E-commerce: evitiamo errori 404!

E-commerce: evitiamo errori 404!

Con tale redirect (permanente), è possibile inviare automaticamente tutti coloro che giungono alla vecchia pagina del prodotto a quella nuova. Tutti i potenziali clienti che faranno clic sul link del prodotto, ad esempio dai risultati di una ricerca su Google, verranno “dirottati” quasi istantaneamente verso la nuova pagina, senza incappare in eventuali errori 404 o rimanere in attesa per qualche prezioso secondo.

Molte altre situazioni, in un sito web di e-commerce, richiedono tale procedimento. Vediamone degli esempi.

  • Nel caso in cui un prodotto sia stato rimosso dal catalogo e si voglia indirizzare il traffico verso un articolo simile.
  • Nel caso in cui, dopo la conclusione di una campagna Pay Per Click (PPC), la landing page associata debba essere rimossa. Il redirect potrebbe essere realizzato verso un prodotto simile o, in alternativa, verso la categoria: la scelta dovrà essere fatta per coerenza dei contenuti.
  • Nel caso in cui si rischi l’indicizzazione di due URL per un’unico prodotto, ad esempio in presenza di varianti (taglia, colore, formato, ecc.).
  • Nel caso in cui debba essere modificata l’intera struttura degli URL del sito web.

In sostanza, se un URL, per qualche motivo, deve essere rimosso o modificato, è necessario realizzare un reindirizzamento.

L’esperienza dell’utente deve sempre essere posta in cima alla scala delle priorità.

 

Quando c’è bisogno di un redirect e quando si può farne a meno?

Redirect per e-commerce: controlliamo sempre GWT

Redirect per e-commerce: attenzione a GWT

Qualcuno potrebbe chiedersi: “è sempre necessario reindirizzare gli URL? Anche se faccio un errore di battitura nel definire l’URL e pubblico il contenuto?“.

Il redirect è cruciale se l’URL è stato ampiamente visitato, linkato da siti web esterni o nei social network, è il riferimento per campagne di marketing attive, ma soprattutto se il crawler dei motori di ricerca l’ha già scansionato per indicizzarlo.

In ogni caso, come ribadito in precedenza, è più conveniente investire del tempo nel controllare la presenza di eventuali “broken link e nel realizzare redirect che probabilmente nessun utente utilizzerà, piuttosto di far visualizzare ai potenziali clienti un errore 404.

Il mio consiglio è quello di tenere costantemente il sito web monitorato attraverso Google Strumenti per i Webmaster (GWT): lì troveremo tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno per capire se intervenire.

 

Come implementare un redirect sul nostro sito web di e-commerce

Dopo aver approfondito il significato di redirect e le motivazioni che lo rendono necessario, vediamo come realizzarlo nella pratica.

Esistono diversi metodi per realizzarlo e dipendono dalla piattaforma di e-commerce e dall’ambiente di hosting. In questo post vedremo i più comuni, iniziando dall’implementazione su WooCommerce.

 

Redirect utilizzando WooCommerce / WordPress

Redirect per e-commerce: WooCommerce

Redirect per e-commerce: WooCommerce

WordPress, come molti altri CMS, tenderà a reindirizzare automaticamente le pagine nel caso in cui i permalink subiscano delle modifiche. Tuttavia, variazioni importanti alla struttura non possono essere gestite in questo modo.

Per questo motivo, consiglio l’utilizzo di uno dei seguenti plugin (entrambi gratuiti).

  • Redirection: un modulo davvero semplice ma allo stesso tempo potente ed efficace. Una nota di merito va al tracciamento di eventuali errori 404 che l’interfaccia segnala.
  • Simple 301 Redirects: il più semplice ed immediato in assoluto. A differenza del precedente non fornisce alcuna notifica, ma grazie al nuovo strumento di Yoast SEO denominato “Console di ricerca” (che lavora attraverso Google Webmaster Tool), il problema diventa relativo.

 

Redirect utilizzando il file .htaccess

Chiaramente, anche le altre piattaforme di e-commerce più note (come PrestaShop e Magento) possiedono moduli dedicati al redirect, ma vediamo un metodo valido per ogni tipologia di sito web, ovvero quello realizzato mediante il file .htaccess.

In precedenti post di questo blog, questo argomento è già stato abbondantemente approfondito. Per questo motivo, consiglio la lettura dei seguenti contenuti:

 

Altre opzioni

In alcuni casi, il file .htaccess potrebbe non essere a disposizione, ad esempio:

  • se si utilizza una soluzione e-commerce hosted;
  • se non si utilizza un server web Linux;
  • se non si possiedono i “permessi (per scelta del fornitore dell’hosting o del servizio di e-commerce) per modificare il file.

In queste situazioni, l’azione migliore da eseguire (escludendo il cambio di fornitore) è quella di consultare la documentazione a disposizione e/o di effettuare delle richieste di consulenza tecnica.

 

Quali rischi si corrono se non viene realizzato un redirect correttamente?

Redirect per e-commerce: quali rischi si corrono?

Redirect per e-commerce: quali rischi si corrono?

Se il catalogo cambia frequentemente, il lavoro da eseguire per “stare al passo” con i redirect è davvero molto.. e mi rendo conto che potrebbe venir voglia di lasciare non gestiti “i 404“.

Il mio consiglio è quello di tenere duro e di lavorare sodo, per almeno due motivi:

  1. l’esperienza degli utenti sul nostro sito web ne gioverà, e l’esperienza degli utenti, oggi, è un vero e proprio tesoro;
  2. preserveremo il lavoro fatto in termini di ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO).

Ragioniamo in questi termini:

  • un utente effettua una ricerca su Google e il nostro sito web è tra i primi risultati;
  • clicca e riceve un messaggio di “Pagina non disponibile“;
  • di certo reagirà con un certo disappunto e sceglierà di cercare il link corretto (improbabile) o di cambiare risultato.

Cosa avremo ottenuto? Non solo una perdita di potenziale fatturato, ma anche una perdita di ranking, perché il comportamento degli utenti rappresenta una componente determinante di un sito web di successo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *