Piano editoriale: perché è importante per il content marketing e la SEO?

La SEO ed il Content Marketing di oggi, per ottenere risultati concreti,  necessitano di una strategia efficace. Un piano editoriale ben realizzato è il primo passo verso l’obiettivo.

 

Piano Editoriale: i contenuti rilevanti per il nostro target

Piano Editoriale: i contenuti rilevanti per il nostro target

La creazione di contenuti rilevanti per il nostro lettore in un preciso momento può portare dei benefici addirittura sproporzionati. Essere “di tendenza” o “in contatto con lo spirito del tempo (Zeitgeist)” non ci permette soltanto di godere di una certa struttura di pubblicazione (ovvero ciò che risponde al dilemma: “che cosa devo scrivere per il prossimo post?“), ma aumenta vertiginosamente la probabilità che gli utenti interagiscano con i contenuti, i quali verranno condivisi o saranno “seguite” le Call-to-Action che avevamo predisposto.

Nell’atto di creazione della comunicazione per i nostri siti web, e di pianificazione della strategia per i clienti, non è sufficiente “estrarre” dal cilindro idee di contenuti personalizzati.

L’obiettivo di cogliere l’argomento rilevante per gli utenti in un preciso momento, non corrisponde a pubblicare post in corrispondenza della nostra percezione che ci informa dell’arrivo di quel momento.

Mi spiego meglio: se oggi realizziamo che tra una settimana sarà San Valentino, potremmo metterci in modalità “scrittura selvaggia” e produrre dei post in brevissimo tempo, però è molto probabile che questo non sarà sufficiente per produrre contenuti particolarmente interessati come una infografica o un video.

Il piano editoriale e la qualità del progetto

Il piano editoriale e la qualità del progetto

La pianificazione mediante una sorta di “calendario degli argomenti futuri“, quindi, rappresenta un aspetto fondamentale per chi desidera creare una strategia basata sui contenuti. Tale processo potrebbe sembrare banale, ma ricordiamoci che implica la conoscenza dei tempi di organizzazione e di realizzazione di post di diverse tipologie, e, in determinati scenari, della gestione delle risorse di un team. Un esempio banale (ripercorrendo quello precedente): se il tempo di realizzazione di una infografica accattivante da parte del designer di riferimento del team fosse di due settimane (i tempi sono puramente a scopo di esempio), si potrebbe schedulare la creazione di quella per San Valentino a fine Gennaio; ma se in quel periodo il suo calendario delle attività fosse già denso? In questo caso, probabilmente, il nostro “content calendar” vedrebbe la realizzazione dell’infografica di San Valentino già a dicembre dell’anno precedente.

Ho voluto mettere in luce questi concetti per evidenziare il fatto che esistono troppe variabili tra l’idea di una “content strategy” perfetta ed il raggiungimento degli obiettivi che prevede! Di certo, però, migliore sarà la precisione con la quale sapremo realizzare il nostro piano editoriale e maggiore sarà la qualità del progetto.

 

La procedura

Come costrure un piano editoriale

Come costrure un piano editoriale

Il post non intende andare troppo in dettaglio sul “come“, in quanto si tratta di un processo manuale che richiede esperienza, conoscenza del target di riferimento e tempo per la ricerca delle informazioni. In seguito vedremo degli spunti dai quali partire, i quali potranno variare e frammentarsi in base, soprattutto, alle dimensioni dell’azienda.

Fase 1. Cerchiamo di stilare una lista più verosimile possibile di “eventi” di interesse.

Fase 2. Associamo una data di riferimento agli eventi. Se non conosciamo ancora quella esatta, cerchiamo comunque di indicarne una potenziale.

Fase 3. Ordiniamo gli eventi per data ed iniziamo a concentrarci su quelli dei prossimi mesi (indicativamente tre mesi). Facendo questo, cerchiamo di prestare particolare attenzione ai 3-5 eventi più importanti dell’anno.

Fase 4. Comprendiamo quali eventi sono più appropriati per il nostro target di riferimento.

Fase 5. A questo punto, decidiamo il tipo di contenuto da realizzare per ogni evento (un video, una infografica, una intervista, ecc.).

E’ possibile liberare la fantasia per quanto riguarda questa fase, la quale comprende molto di più che scrivere contenuti..

  • Un evento è in arrivo? Descriviamone gli step attraverso un blog!
  • Stiamo per lanciare un nuovo servizio? Organizziamo la creazione di una White Paper (un documento che l’azienda utilizza per descrivere nel dettaglio un nuovo prodotto o servizio, una tecnologia innovativa, la soluzione ad una problematica) per generare leads un mese prima!
  • Un competitor sta per presentare un nuovo prodotto? Creiamo dei diversivi per “distrarre” gli utenti attraverso i social networks.

Perché è importante?

Quanto impiegano i nostri post a raggiungere il target di riferimento?
La conoscenza target è fondamentale

La conoscenza target è fondamentale

Il pubblico al quale ci rivolgiamo è caratterizzato da una serie di variabili; trascurarne qualcuna di certo implica una perdita di tempo. Un esempio su tutti: sappiamo quando la maggior parte del nostro target di riferimento si concede ai social media? Utilizzare un piano editoriale, permette di raggiungere una percentuale di pubblico maggiore.

 

Coerenza ed Organizzazione
Un buon piano editoriale garantisce maggior coerenza ed organizzazione

Piano editoriale: coerenza ed organizzazione

Dal momento che il marketing inbound prevede un approccio molto diversificato nella “forma“, può essere facile confondere le diverse tipologie di contenuto, soprattutto se non viene tenuta traccia di quelle già utilizzate o che lo saranno in futuro. Un piano editoriale ci aiuterà ad essere organizzati, efficienti e coerenti nell’utilizzo (e rotazione) delle risorse.

 

Quali contenuti funzionano, e quali sono assolutamente da evitare?
Piano editoriale: quali contenuti funzionano e quali no?

Piano editoriale: quali contenuti funzionano?

In determinati settori le White Pages lavorano in maniera eccellente, mentre in altri i video sono la chiave per convogliare leads. In qualunque caso, un calendario dei contenuti permette di monitorare la tipologia che sta ottenendo maggior successo, e quindi quella più indicata per il nostro business.

 

Piano editoriale: non solo date ed eventi

Piano editoriale: non solo date ed eventi

Un piano editoriale ben realizzato, tuttavia, non si limita ad indicare quando pubblicare i contenuti (anche se questa è la sua funzione di base), ma contiene gli elementi di base del marketing inbound e della strategia SEO ad essi connessi, ad esempio:

  • il budget;
  • eventuali campagne PPC;
  • le Call-to-Actions;
  • eventuali indicatori di performance (Key Performance Indicators – KPI).

Un ulteriore livello di dettaglio può essere raggiunto inserendo all’interno delle voci di calendario addirittura i meta dati, il testo alternativo dell’immagine primaria (tag ALT) del contenuto, i canali di riferimento, l’autore, ecc..

 

E’ fondamentale specificare che il piano editoriale va a comprendere quelli che sono gli eventi “prevedibili“. Se si desidera creare anche contenuti basati sulle vicende che riguardano la nostra nicchia (per quanto riguarda il mondo della SEO, un esempio potrebbe essere l’implementazione di un nuovo algoritmo per il calcolo del ranking), dobbiamo essere sempre in ascolto e reattivi; e lo saremo in maggior misura quanto migliore sarà la pianificazione a lungo termine sulla quale siamo organizzati.

 

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