Mobilegeddon: quali sono stati gli effetti immediati?

Alcuni siti web stanno riportando effetti minimi dopo l’introduzione del nuovo algoritmo di Google che ha generato il “mobilegeddon“.. Saremo testimoni di cali catastrofici di ranking?

 

Mobilegeddon: l'ultimo aggiornamento dell'algoritmo di Google

Mobilegeddon: l’ultimo aggiornamento dell’algoritmo di Google

Cos’è il Mobilegeddon? Se n’è parlato in tutto il mondo: dal 21 aprile Google, grazie ad un aggiornamento dell’algoritmo di ranking ha iniziato a “favorire” i siti web ottimizzati per i dispositivi mobile, posizionandoli in maniera migliore sulle SERP.
L’algoritmo non riguarda le ricerche effettuate da desktop, ma solamente quelle mobile; in altre parole, i siti web con l’etichetta “mobile-friendly” godranno di un ranking migliore.

Molti, spingendosi probabilmente “oltre“, di fronte ad una mossa mai vista prima, citando l’apocalisse, hanno battezzato tale evoluzione “mobilegeddon: un’aggiornamento che potrebbe avere pesanti conseguenze per coloro che ricevono una quantità considerevole di traffico da smartphone e tablet.

 

Il tuo sito è mobile-friendly?

Il tuo sito è mobile-friendly?

Nelle settimane precedenti all’aggiornamento di Google, il settore del web design e della SEO è stato attraversato da un vero e proprio uragano. Dopo tutto, da quando Google non annunciava dell’arrivo di un aggiornamento che avrebbe cambiato il web? Non capita molto spesso!
In genere, vengono rilasciate delle indicazioni di massima che accompagnano l’avvicinarsi dei cambiamenti: molto raramente Google fornisce dettagli specifici o documentazione in genere.

Tuttavia, nel suo sforzo per aumentare la qualità della user experience, Google ha affiancato gli sviluppatori, fornendo loro indicazioni precise e strumenti per ottenere delle pagine web ben ottimizzate.

Proprio per questo, non c’era motivo di essere preoccupati durante le settimane precedenti al Mobilegeddon. Eppure, ben il 40% dei siti web, nei giorni precedenti al cambiamento, non sono riusciti a soddisfare i criteri stabiliti da Google per divenire “mobile-friendly“. In altre parole, l’aggiornamento aveva il potenziale per influenzare drasticamente due su cinque siti (almeno nel ranking di Google).
Le conseguenze, però, non sembra essere così rilevanti.

 

L'incremento dei siti reponsive pre Mobilegeddon

L’incremento dei siti reponsive pre Mobilegeddon

Ora che le acque si stanno calmando, dopo l’attuazione del 21 aprile, cominciamo a vedere uno spiraglio di chiarezza. Credo sia ormai un dato di fatto che l’impatto globale non è stato violento come si preannunciava..

Questo potrebbe essere legato al fatto che molti webmaster ed aziende hanno deciso di porre ascolto alle direttive di Google investendo nei propri siti web adeguandone il layout.

I dati rilasciati da Google, a prova di tale fenomeno, confermano un incremento del 4,7% di siti web mobile-friendly nei giorni precedenti all’aggiornamento.

Mobilegeddon: le penalizzazioni arriveranno?

Mobilegeddon: le penalizzazioni arriveranno?

Altre correnti di pensiero, invece, sostengono che l’impatto superficiale potrebbe dipendere da un avvio lento del nuovo approccio da parte di Google. Tuttavia, però, è passato diverso tempo, e per quanto lento possa essere la fase di avvio, probabilmente sarebbe già conclusa… e quindi nascono sempre più sospetti della presenza di “tanto fumo e poco arrosto“.

Nel quadro di insoddisfazione generale, non si sono fatte attendere dichiarazioni pesanti alludenti ad un controllo dei contenuti web da parte del gigante della ricerca online, nel senso che probabilmente l’opinione di Google (in merito al significato di “mobile friendly“) sta influenzando in maniera pesantissima lo sviluppo dei siti web su scala mondiale.

 

L’impatto fino ad oggi

Anche se non è del tutto certo, possiamo azzardare a dire che la maggior parte dei siti web non vedrà grandi cambiamenti di ranking dovuti a questo aggiornamento in futuro. Questo ci permette di analizzare il passato per capire quali siti web hanno subito maggiormente l’update ed in che misura.

 

Ci sono delle “potenziali vittime

Mentre nessuno sta dando informazioni valide ed interessanti, Moz ha condotto un esperimento, analizzato alcuni dei migliori domini attraverso MozCast Mobile (un sistema che “sorveglia” l’algoritmo di Google). Hanno monitorato il ranking dei top 2o domini (su 10.000 in archivio) tenendo presente la loro percentuale di URL contrassegnati come “mobile-friendly” al 21 aprile; tra quelli con una percentuale inferiore al 75% troviamo amazon.com, m.youtube.com, foodnetwork.com, m.target.com, irs.gov.
Secondo le osservazioni effettuate, non sono state  rilevate oscillazioni degne di nota.

…ma anche delle vittime reali

Anche altre realtà hanno condotto dei test per mettere alla prova il nuovo algoritmo. Quello condotto da Econsultancy, ad esempio, ha rilevato delle variazioni, ma sempre nulla di eclatante. British Airways e Barclays, ad esempio, hanno visto alcune loro pagine non ottimizzate per i dispositivi mobile decadere bruscamente, mentre quelle “mobile-friendly” rimanere ferme nelle loro posizioni. Siemens ed Asda (una nota catena inglese di supermercati) sono stati quelli che risultano aver ottenuto maggiori benefici dall’aggiornamento dell’algoritmo.

Possiamo dire, quindi che Google è riuscito a sensibilizzare il mondo verso l’ottimizzazione dei siti web per essere visualizzati dai dispositivi mobile. Tuttavia, per ora, non si sono viste punizioni esemplari.

 

Cosa fare se il nostro sito è stato penalizzato?

Se riteniamo che il nostro sito web sia stato penalizzato dopo il Mobilegeddon, ci sono alcune attività che possiamo fare.

 

Verifichiamo il livello di compatibilità con smartphone e tablet

Per farlo, è sufficiente utilizzare uno strumento gratuito di Google denominato “Test di compatibilità con dispositivi mobili“.

Mobilegeddon: test di compatibilità con dispositivi mobile

Mobilegeddon: test di compatibilità con dispositivi mobile

Oltre all’analisi, il tool fornisce ottimi consigli per ottenere i migliori risultati.

 

Analizziamo il traffico

Confrontando gli accessi attuali con il periodo precedente alla data fatidica, possiamo ottenere un quadro più preciso dell’eventuale penalizzazione. Chiaramente, tale verifica deve essere fatta tenendo presente che molti fattori potrebbero essere coinvolti in variazioni di questo tipo.

 

Investiamo nel responsive

Per eliminare ogni preoccupazione nei confronti di eventuali penalizzazioni da parte di Big G, ma soprattutto per aumentare l’usabilità del nostro sito web, aggiorniamolo, rendendolo compatibile con i dispositivi mobile. A questo proposito, consiglio la lettura del seguente post di questo blog: “Responsive design: è la soluzione migliore per il mobile?“.

 

Conclusioni

Mobilegeddon o non Mobilegeddon, come possiamo facilmente intuire, la compatibilità del nostro sito web con tutti i dispositivi è un “tassello” ormai necessario per mantenere uno standard di qualità adeguato.
Alla luce di questo, aggiorniamo le nostre piattaforme (se non l’abbiamo già fatto) e continuiamo a fare l’unica attività che conta veramente: il nostro business!

 

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