Interpretare i dati di Google Analytics e introduzione a Universal

Interpretare i dati di Google Analytics potrebbe sembrare semplice, se ci si ferma all’andamento delle visite.. ma  il sistema offre molto di più!
Vediamo una chiave di lettura semplice e completa, senza perderci nella moltitudine di dati a disposizione. Inoltre iniziamo a conoscere Universal Analytics.

Come interpretare i dati di Google Analytics

Come interpretare i dati di Google Analytics

Google Analytics è il servizio (gratuito) di Google che permette ottenere delle statistiche avanzate sui visitatori dei siti web. E’ il sistema più diffuso nel web: oltre il 50% dei 10.000 siti più famosi al mondo lo utilizza.
Inoltre, per fornire dei dati che aiutino a comprenderne lo stato di diffusione, si pensi che Analytics raggiunge i 10 milioni di visualizzazioni mensili.

Per iniziare ad utilizzare il servizio è sufficiente possedere un account Google, la registrazione al servizio Analytics e l’inserimento di uno script (un blocco di codice fornito dal pannello) all’interno delle pagine web da monitorare.

Interpretare le statistiche di Google Analytics: visitatori

Le statistiche di Google Analytics: visitatori

Lo scopo di questo articolo non è quello di creare una guida all’utilizzo di Google Analytics, ma quello di fornire una interpretazione dei dati messi a disposizione, perché sono davvero tanti e non è difficile disorientarsi tra valori e grafici.

La maggior parte degli utenti che utilizzano Google Analytics, si limitano ad osservare l’andamento delle visite o il numero dei visitatori unici.. certo, sono dati importanti, ma c’è molto di più da considerare per avere un quadro completo relativo al comportamento dei nostri utenti nel sito web.

 

Quali sono i dati più importanti da considerare?

Non esistono informazioni più importanti di altre: la chiave di interpretazione dipende dalla tipologia di sito da monitorare.

Google Analytics: i dati importanti da considerare

Google Analytics: i dati importanti da considerare

Facciamo qualche esempio per chiarire l’affermazione.

  • Blog: i fattori più importanti da considerare sono l’interazione con gli utenti (commenti, condivisioni, ecc.) e le provenienze dai social network.
  • Portale che vende pubblicità: in questo caso i dati da tenere sotto controllo sono quelli legati al numero di visitatori, ed in particolare ai visitatori unici. Tali report saranno importanti per dare garanzie agli advertiser e per stabilire il prezzo della pubblicità.
  • Sito di e-commerce: oltre ai parametri visti precedentemente, per un sito e-commerce è fondamentale osservare la frequenza di rimbalzo per comprendere l’interesse degli utenti a proseguire la visita dopo l'”atterraggio” dal sito di provenienza.

 

Monitorare il traffico di un sito web

Dopo aver effettuato l’accesso possiamo visualizzare la panoramica generale delle statistiche.

Google Analytics: grafico panoramica

Google Analytics: grafico panoramica

Il grafico principale illustra l’andamento delle visite nel tempo. Il numero di visite è soltanto una delle metriche a disposizione. Quella che segue è la lista completa:

  • % nuove visite – una stima della percentuale delle prime visite degli utenti.
  • Durata media visita – la durata media di una sessione, ovvero la permanenza sul sito degli utenti.
  • Frequenza di rimbalzo – la percentuale di visite di una sola pagina, ossia visite in cui gli utenti escono dal sito dalla stessa pagina di ingresso, senza interagire con essa (senza cliccare sui link proposti).
  •  Pagine/visita – indica il numero medio di pagine visualizzate durante una visita al nostro sito web. Comprende le visualizzazioni ripetute della stessa pagina.
  • Visitatori attivi in 14 / 30 / 7 giorni – il numero di visitatori unici che entrano nel nostro sito web in un periodo di 14 / 30 / 7 giorni.
  • Visitatori unici – il numero di visitatori non duplicati (contati una sola volta) del nostro sito web nel periodo di tempo specificato.
  • Visite – il numero di visite al sito web.
  • Visualizzazioni di pagina – il numero totale di pagine visualizzate. Comprende le visualizzazioni ripetute della stessa pagina.

La finestra temporale predefinita è di un mese rispetto alla data corrente, ma può essere variata in ogni momento grazie ad un “date picker” potente ed intuitivo.

Google Analytics: grafico confronto tra metriche

Google Analytics: grafico confronto tra metriche

Oltre alla selezione della metrica (dalla lista vista in precedenza), il sistema offre la possibilità di confrontarne due diverse. L’immagine mostra, ad esempio, il confronto tra le visite al sito e le pagine visualizzate per visita. Tra gli altri confronti classici troviamo quello tra le visite ed i visitatori unici.

 

La qualità del nostro traffico

Google Analytics: dati della panoramica

Google Analytics: dati della panoramica

Come vediamo dallo screenshot, preso sempre dalla panoramica iniziale, possiamo consultare i dati necessari per capire come si comportano gli utenti una volta entrati nel nostro sito. Chiaramente l’obiettivo è farli rimanere, farli interagire il più possibile e far si che ritornino.

Per ricavare tali informazioni, oltre ai dati più “banali“, consiglio di osservare principalmente i seguenti:

  • Pagine per visita: come detto precedentemente, il dato indica il numero di pagine visualizzate mediamente per ogni visita di un utente.
  • Durata media della visita: il tempo che un utente trascorre all’interno del nostro sito web.
  • Frequenza di rimbalzo: questo è il dato che crea più confusione anche tra gli addetti ai lavori. Tale frequenza, indica la percentuale di utenti che non vanno oltre la prima pagina che visitano nel sito.

Semplificando, potremmo affermare che più elevati saranno i dati di “Pagine/Visita” e “Durata media visita“, e minore sarà la”Frequenza di rimbalzo“, migliore sarà l’interazione degli utenti con il sito web.

Tuttavia, ogni valutazione va contestualizzata. Un semplice esempio per riflettere: se il sito che stiamo monitorando è un blog che in homepage presenta 10 articoli completi (non semplici riassunti), gli utenti potrebbero non sentire la necessità di visualizzare altre pagine del sito. In questo caso, anche se le visite e la durata media sono elevate, potremmo avere una frequenza di rimbalzo medio-alta.

Non fidiamoci di pseudo-formule per determinare le “visite effettive”: i dati vanno interpretati e valutati in base al sito web monitorato.

Come ridurre frequenza di rimbalzo

Come ridurre frequenza di rimbalzo

Vediamo qualche semplice consiglio per abbassare la frequenza di rimbalzo

  1. Inserire i link esterni alla fine dei contenuti – i link esterni sono elementi importanti per la SEO, ma consiglio di inserirli alla fine, in modo da non far “uscire” gli utenti all’inizio dei contenuti.
  2. Fare uso di tag e “contenuti correlati” – forniscono agli utenti altri contenuti appetibili.
  3. Utilizzare un layout pulito, immagini emozionali ed un menù di navigazione chiaro – favoriscono il comfort e la semplicità di “movimento” nel sito da parte degli utenti.
  4. Evitare di inserire troppi banner pubblicitari – l’esagerazione fa perdere credibilità al sito web.
  5. Le pagine “chi sono“, “chi siamo” o “about” sono importanti – spiegare agli utenti chi c’è “dietro le quinte” darà loro maggiore garanzia di essere in un sito autorevole.

 

 

Google Analytics: gestire gli obiettivi

Google Analytics: gestire gli obiettivi

Gli obiettivi

Google Analytics permette di creare una sorta di “statistiche personalizzate“. Attraverso la sezione “conversioni“, infatti, è possibile configurare degli obiettivi; il sistema genererà degli script da inserire nel sito web di riferimento (in posizioni strategiche).
Grazie a tali script, potranno essere tracciati i successi, ovvero i raggiungimenti degli obiettivi.

Alcuni esempi di obietti che possono essere configurati sono l’acquisto di un prodotto, la compilazione di un form, lo scaricamento di un file, la riproduzione di un video, ecc..

 

 

Conoscere le sorgenti di traffico per migliorare le campagne di comunicazione

Conoscere le sorgenti di traffico

Le sorgenti di traffico

Le sorgenti di traffico sono dati fondamentali per capire la provenienza degli utenti che giungono al nostro sito web. Possiamo, ad esempio, conoscere il flusso di visite  provenienti dai social network, ed analizzare, quindi la campagna di Social Media Marketing che stiamo conducendo.

Allo stesso modo possiamo analizzare da quali siti esterni arrivano gli utenti (referral), potendo così mettere a punto o affinare delle attività di link building.

Infine, possiamo visualizzare le provenienze dai motori di ricerca: dato necessario, ad esempio, per verificare lo stato dell’ottimizzazione (SEO) del nostro sito web.

 

 

Interpretare le keywords not provided

Interpretare le keywords not provided

Come interpretare le keywords “not provided

Dallo scorso anno Google Analytics ha smesso di fornire i dati relativi alle parole chiave ricercate dagli utenti che hanno effettuato l’accesso ad un account Google, sostituendo il dato con l’ormai noto termine “not provided“.
A causa dell’enorme diffusione degli account Google tra gli utenti, questo si traduce nel non avere più alcun dato relativo alle keywords di ricerca.
Attualmente, l’unico metodo di possedere le statistiche delle parole chiave ricercate che conducono al nostro sito web, è effettuare una campagna AdWords.

SOLUZIONI

  1. Come abbiamo detto, non è possibile conoscere le parole chiave che hanno fatto giungere gli utenti al nostro sito web, ma possiamo ricavare la pagina in cui  sono “atterrati“. Come? E’ sufficiente cliccare sulla voce “not provided” e selezionare la pagina di destinazione. Non è un dato preciso, ma ci permette di avere un’idea di cosa gli utenti possono aver cercato.
  2. L’altra soluzione è utilizzare la funzione apposita (query di ricerca) di Google Strumenti per i Webmaster. Non è un servizio paragonabile a quello di Analytics, ma, anche in questo caso, permette di avere una panoramica.

 

 

Google Universal Analytics

Google Universal Analytics

Introduzione a Universal Analytics

Universal Analytics, che proprio in questi giorni è uscita dalla fase di test,  è l’evoluzione di Google Analytics. Google annuncia che i dati verranno raccolti in maniera diversa per poter descrivere più approfonditamente l’interazione degli utenti con i contenuti presenti nei siti web.

Il maggior vantaggio offerto da Universal Analytics sarà la possibilità di generare statistiche adeguate ad ogni “device“: dal sito web al dispositivo mobile, arrivando alle Smart TV e alle console per videogiochi.

Per gli sviluppatori ci sarà maggiore flessibilità e semplicità nella configurazione e nella creazione degli script di monitoraggio.

Le nuove opzioni di configurazione offerte

  • Sorgenti di ricerca organica
  • Gestione del timeout delle sessioni e delle campagne
  • Esclusione di determinati referral
  • Esclusione dei termini di ricerca desiderati

 

 

Tra le nuove funzionalità, inoltre, è stata introdotta la possibilità di creazione di metriche personalizzate per raccogliere dati che, di norma, non vengono prelevati.

Compatibilità con l’attuale sistema di monitoraggio
La compatibilità con i sistemi attuali è garantita. E’ chiaro, però, che le nuove funzionalità ed aggiornamenti saranno disponibili solo per i siti web che utilizzeranno il sistema Universal.

 

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