Errori SEO: quali sono i più comuni e come evitarli?

La complessità raggiunta della SEO ha inevitabilmente generato un aumento del margine di errore in fase di ottimizzazione, e la concorrenza del web di oggi lo rende una discriminante.
Analizziamo gli errori SEO più comuni, cercando di fornire delle soluzioni pratiche ed efficaci.

 

Matt Cutts - Errori SEO: come evitarli

Matt Cutts – Errori SEO: come evitarli

Il web è saturo di post e tutorial che parlano di errori SEO e di tecniche SEO in genere; tuttavia, nella mia “esperienza sul campo“, continuo ad essere testimone di errori, anche abbastanza grossolani. Per questo motivo, ho deciso di scrivere questo articolo: per dare alcuni consigli pratici subito applicabili.

La costante evoluzione della SEO, che, soprattutto ultimamente, ha introdotto nuovi e complessi concetti, rende l’attività di ottimizzazione per i motori di ricerca sempre più “chirurgica” e ricca di “insidie“.

Contemporaneamente, l’aumento della concorrenza, con i risultati che “fanno a sportellate” nelle SERP, sta rendendo anche i più (apparentemente) piccoli errori SEO sempre più incidenti in ambito di ranking.

Possiamo riassumere, in poche parole, il cambio di direzione al quale stiamo assistendo, come segue.

In passato, l’attenzione era totalmente convogliata verso la link building, poiché, il fatto di avere molti link entranti faceva raggiungere la vetta della SERP; oggi, questo è diventato difficile e rischioso, in quanto Google penalizza i link inbound di scarsa qualità. Il risultato? Le attività di ottimizzazione hanno cambiato obiettivo, mirando alla creazione di siti web di qualità (nella struttura e nei contenuti) che, in quanto tali, vengono condivisi dagli utenti e vengono “linkati” naturalmente da altri siti.

A conferma di questo, nella pagina di Google Strumenti per i Webmaster (nella sezione “Centro assistenza” / “Guida“) dedicata alle informazioni sulla ricerca (Posizionamento nella ricerca), il testo è stato integrato con la seguente indicazione:

Generalmente i webmaster possono migliorare la posizione dei loro siti creando siti di alta qualità che gli utenti vogliano utilizzare e condividere.

 

Andiamo al sodo.. quali sono gli errori SEO più diffusi oggi?

1) Utilizzare un buon CMS con la convinzione di aver concluso l’attività SEO

CMS Open Source - WordPress, Joomla!, Drupal, Magento, ecc..

CMS – WordPress, Joomla!, Drupal, Magento, ecc.

Contemporaneamente all’aumento della diffusione di CMS distribuiti con licenze GNU GPL (General Public License) o OSL (Open Software License), come WordPress, Joomla!, Drupal, Magento, ecc., ho notato che si sta diffondendo la credenza che tali strumenti permettano di ottenere un sito web ottimizzato in ottica SEO.

Questa credenza va sfatata. I CMS citati hanno una forte predisposizione per l’ottimizzazione per i motori di ricerca, io stesso utilizzo WordPress come piattaforma di riferimento, ma è bene ricordare che la SEO non dipende da un software, ma dalle capacità e dalla strategia utilizzata di chi lo utilizza.

Un esempio
Come dicevo, utilizzo spesso WordPress (a questo proposito consiglio un mio post relativo a come rendere SEO WordPress), per il quale esistono una infinità di plugin per la SEO. Il più “acclamato” è WordPress SEO by Yoast (in quasi tutte le mie installazioni), il quale permette una gestione di tutti gli elementi SEO di base del sito web, mostrando una anteprima in tempo reale di come comparirà il risultato in SERP.. ma attenzione: se la scelta delle keywords non viene fatta in maniera intelligente e se i contenuti ed i meta dati non vengono strutturati  correttamente, anche gli strumenti più “esoterici” diventano praticamente inutili.

Concludo il punto con un ultimo importante concetto: è bene tener presente che la scelta di un template perfetto esteticamente e costruttivamente necessita spesso di una “revisione” SEO. Un semplice esempio? I microdati, nella maggior parte dei casi sono assenti o contengono degli errori.

 

2) Il sito non è scansionabile da parte degli spider

Errori SEO: il sito non è scansionabile da parte degli spider

Errori SEO: gli spider ed il crowling

Questo è un errore che si potrebbe definire “madornale” poiché si tratta di una “leggerezza” che potrebbe costare, nel peggiore dei casi, l’assenza del sito web dalle SERP.
I motori di ricerca, come sappiamo, utilizzano dei particolari software (spider/crowler/bot) per scandagliare i siti presenti sul web (attività di crawling), allo scopo di indicizzarli e di renderli disponibili agli utenti.

L’errore in oggetto potrebbe manifestarsi per tre motivi:

  1. i meta tag “robots” o “googlebot” non sono gestiti correttamente;
  2. il file robots.txt non è stato creato correttamente o non è stato eliminato,
  3. alcune pagine non sono raggiungibili attraverso un link testuale.

A proposito dei primi due punti, consiglio la lettura dell’articolo di questo blog dal titolo “robots.txt: come usare il robots.txt in ottica SEO“. Relativamente al punto 3, consiglio di accertarsi del fatto che ogni pagina del sito web sia raggiungibile da almeno un link testuale proveniente dall’homepage. Soprattutto se si tratta di una pagina particolarmente importante, eviterei di utilizzare una immagine come “anchor“.

 

3) Si sono introdotti dei contenuti duplicati

Errori SEO: duplicazione dei contenuti

Errori SEO: duplicazione dei contenuti

Il termine “contenuti duplicati” si riferisce a delle parti di testo identiche (o molto simili) tra pagine di domini diversi o dello stesso dominio. Tale pratica viene penalizzata dai motori di ricerca, a causa della inutile e dannosa ridondanza che comporta.
Google, nel caso in cui rilevi attività ingannevoli come la riproduzione di un contenuto su domini diversi, attraverso un particolare algoritmo, riesce ad individuare il contenuto “copia“, declassando la pagina corrispondente tra i “risultati omessi” o eliminandola dall’indice.

Vorrei tralasciare la pratica della “duplicazione volontaria” di un contenuto ed approfondire il problema della duplicazione interna (tra pagine dello stesso sito), la quale fa parte degli errori SEO più diffusi.
E’ bene chiarire che se una pagina è raggiungibile da due o più URL, siamo in presenza di un contenuto duplicato, ed è proprio questo evento che dobbiamo prevenire.

Ecco alcuni consigli:

  • Utilizzare il redirect 301 – utile per reindirizzare gli spider al contenuto corretto, ad esempio nel caso di rifacimento del sito web (a questo proposito, per approfondire, consiglio il post “Mantenere il posizionamento dopo il restyling di un sito web“);
  • Realizzare il rewrite URL in maniera corretta – sono da evitare situazioni in cui http://www.miosito.com/test/http://miosito.com/test/http://www.miosito.com/testhttp://www.miosito.com/test/index.html puntano alla stessa pagina.
  • Specificare gli URL canonici – utilizzare il rel=”canonical” per specificare la struttura degli URL delle pagine; un esempio (per la pagina che state leggendo):
    <link rel=”canonical” href=”http://www.alessiopomaro.com/errori-seo-come-evitarli/”/>.
  • Utilizzare domini di primo livello per i siti multilingua – se abbiamo un sito da rendere fruibile dall’Italia, dalla Germania e dalla Francia, la soluzione migliore, per quanto riguarda i domini è la seguente: http://www.miosito.it per la lingua italiana, http://www.miosito.de per la lingua tedesca, http://www.miosito.fr per la lingua francese.
  • Ridurre i contenuti simili – se in un sito sono presenti molte pagine che trattano lo stesso argomento è bene cercare di condensarle in una o in poche pagine.

Come verificare i contenuti duplicati di un sito? Esistono dei tool gratuiti per farlo. Io consiglio Siteliner, il quale permette anche molte ulteriori attività di verifica.

 

4) I title e le description non sono stati ottimizzati

Come dico sempre, creare dei contenuti di qualità ai quali vengono associati dei title e delle description scadenti, non ha senso.
Non ha senso perché il title e la description sono la nostra “insegna” all’interno delle SERP (come si vede nella figura che segue).. voi entrereste in un locale che possiede una insegna che non vi convince?

Errori SEO: la poca cura del title e del meta tag description

Errori SEO: la poca cura del title e del meta tag description

Qualche suggerimento per l’ottimizzazione

  1. E’ importante essere chiari e diretti verso l’argomento della pagina. Ricordiamoci che gli utenti che visualizzano i risultati delle ricerche hanno già selezionato l’argomento.
  2. La lunghezza è un parametro da non sottovalutare. Come valori di riferimento, possiamo considerare tra i 40 e i 70 caratteri per il title e circa 156 caratteri per la description. Se tali valori vengono superati, il risultato verrà visualizzato troncato nelle SERP (lo vediamo per la description nella figura).
  3. La parola chiave va inserita, possibilmente, come primo elemento, per aumentarne l’importanza.
  4. Title  description devono essere unici all’interno del sito web: i duplicati non sono permessi.
  5. Leggere l’articolo “Come aumentare il CTR dei risultati nelle SERP“.

Chiudo l’argomento consigliando un metodo che ho trovato molto efficace. Qualunque sia il CMS utilizzato, o qualunque tecnica venga utilizzata per inserire i contenuti sui siti web, è comodo avere una installazione minimale di WordPress con WordPress SEO by Yoast per la creazione dei contenuti. Pochi minuti di installazione per ottenere uno strumento utile che garantisce la limitazione dei possibili errori SEO.

 

5) Le immagini non sono state ottimizzate

Errori SEO: ottimizzazione delle immagini

Errori SEO: ottimizzazione delle immagini

Anche questo è uno degli errori più diffusi nel web. Spesso, navigando alcuni siti web, mi capita di passare con il mouse sulle immagini, oppure di aprirne la visualizzazione a dimensioni reali e di leggere, come testo alternativo, o titolo, “IMGP0073“, o peggio “20130324 175532 copia” (che sono i nomi che la fotocamera assegna alle fotografie).
Tale modalità può risultare dannosa non solo per la SEO, ma anche per la scarsa esperienza dell’utente.

Le immagini, infatti, dalla scelta degli “scatti“, all’inglobamento nell’html delle pagine web (title, testo alternativo, nome e dimensioni del file, tag Exif, didascalie), rappresentano uno degli elementi chiave del successo dei contenuti.

Sapevate, ad esempio, che la scelta di una immagine, a discapito di un’altra, può far diminuire la frequenza di rimbalzo di un post?
Per maggiori dettagli, consiglio la lettura del post dal titolo “SEO: come ottimizzare le immagini“, in cui viene anche riservato spazio ad alcune tecniche per ottimizzare WordPress da questo punto di vista.

 

6) Non è stata fatta una buona scelta delle parole chiave da valorizzare

Ho fatto un post perfetto, ottimizzato, ma non ricevo nemmeno una “impressione”..

Errori SEO: scelta delle keywords

Errori SEO: scelta delle keywords

Probabilmente si sono scelte delle keywords che ottengono un traffico di ricerca pressoché nullo. Non sempre, infatti, le parole chiave che abbiamo in mente (o che ci propongono i clienti) rispecchiano il reale flusso di ricerche.

Il “segreto” è trovare l’equilibrio tra gli obiettivi che si vogliono raggiungere e le abitudini di ricerca degli utenti.
Nel post dal titolo “Come scegliere le keywords per il posizionamento” ho indicato una semplice tecnica di per avere un set di parole chiave di partenza che tiene conto delle ricerche degli utenti. Il metodo parte dalla generazione di un insieme di keywords generate attraverso Keyword Planner (uno strumento di Google AdWords), in base ad un concetto iniziale. L’insieme viene successivamente “scremato“considerando tre elementi:

  1. la rilevanza (quanto la keyword è significativa per il sito di riferimento);
  2. la frequenza di ricerca (quanto la parola chiave viene cercata su Google);
  3. la concorrenza (quanti risultati genera la query di ricerca con quella keyword).

 

7) Non si sta utilizzando Google Strumenti per i Webmaster

Ormai è diventato un tool immancabile per ogni sito web, il quale fornisce una serie di strumenti che permettono di monitorarne lo “stato di salute” e di fare, in un certo senso, da tramite tra Google ed il webmaster.

Oltre a questo, Google mette a disposizione innumerevoli guide, video, post su come ottenere il massimo da un sito web.
Non utilizzare tali risorse, sarebbe davvero un peccato!

 

 

8) La cura dei dettagli…

Errori SEO: cura dei dettagli (h1, sitemap, contenuti di qualità)

Errori SEO: cura dei dettagli (h1, sitemap, contenuti di qualità)

Come ultimo concetto vorrei soffermarmi sull’importanza della cura dei dettagli, poiché ad elevati livelli di ottimizzazione sono quelli a fare la differenza.

Vediamone alcuni.

  • Tag H1 e H2 – sono i cosiddetti tag di intestazione e rappresentano rispettivamente il titolo ed il sottotitolo del contenuto. La loro presenza è importantissima per fornire ai motori di ricerca l’argomento.
  • Tag da H3 ad h6 – il gruppo rimanente della gerarchia; non fondamentali come i precedenti, ma comunque importanti sia per facilitare la lettura degli utenti, sia per dare importanza ad altre parole chiave.
  • Attenzione ai link non funzionanti – un disagio per gli utenti, oltre che uno dei più noti errori SEO. Grazie a Google Strumenti per i Webmaster, possiamo tenere sotto controllo con semplicità questa tipologia di errore. Consiglio di gestire sempre i contenuti che non esistono più, attraverso un redirect 301.
  • L’assenza della sitemap XML – ormai si dice non serva più, ma io consiglio di farla trovare ai nostri attesi spider grazie anche all’apposito pannello su Strumenti per Webmaster.
  • Condivisione sui Social Network – una caratteristica immancabile per ogni sito web.

 

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