E-commerce in Italia: come sarà nel 2015?

Uno dei settori economici in più rapida evoluzione ultimamente è proprio l’e-commerce. Soprattutto in Italia, visto che, come accade spesso, noi italiani arriviamo sempre un po’ in ritardo, e poi ci troviamo a dover correre per recuperare…

 

Marco Cavicchioli: esperto di web marketing

Marco Cavicchioli

Con Marco Cavicchioli, esperto di web marketing e di e-commerce, proviamo ad immaginare quali saranno i punti forza dell’e-commerce in Italia nel2015.

Analizzo i mercati digitali per individuare strategia di vendita vincenti.

Potete seguirlo su marcocavicchioli.guru.

 

Il difetto espresso nell’introduzione, tuttavia, ha anche un piccolissimo vantaggio.

Analizzando cosa succede in altri parti del mondo più evolute (ovvero dove il “futuro” è già arrivato) spesso si può indovinare cosa accadrà a breve in Italia.

Quindi la previsione su cosa potrebbe accadere nel 2015 in Italia in tema di e-commerce non è poi così difficile come ci si potrebbe aspettare!

 

Primo: m-commerce

E-commerce in Italia: m-commerce e la crescita degli acquisti da dispositivi mobile

La crescita degli acquisti da dispositivi mobile

Sapete cos’è “l’m-commerce“? La “m” sta per “mobile“, e quindi per m-commerce si intendono gli acquisti fatti in mobilità (via smartphone e tablet, per intenderci). Il trend è già molto marcato anche in Italia, ma

in alcuni paesi le vendite online tramite tablet o cellulare hanno già superato quelle da computer!

La causa di questo trend è semplice, profonda ed incontrovertibile: ci saranno sempre più smartphone connessi ad Internet, ed in molti sostituiranno (o hanno già sostituito) il computer con un tablet. Anzi addirittura in moltissimi paesi (soprattutto in quelli in via di sviluppo) molte persone hanno uno smartphone ma non possiedono, e non possederanno mai, un computer (oramai anche quello che succede in altre parti del mondo, per quanto lontane, influenza quello che succede da noi).

E-commerce in Italia: come devono essere i siti web?

E-commerce in Italia: come devono essere i siti web?

Questo trend ha conseguenze molto importanti sull’e-commerce, perché il modo con cui si usa Internet su un cellulare è decisamente diverso rispetto a come lo si utilizza su un computer. Quindi se avete un sito di e-commerce controllate in particolare 2 cose:

  1. che il sito sia facilmente e perfettamente navigabile anche su schermi piccoli, come quelli di uno smartphone (infatti spesso, purtroppo, non è così…);
  2. che il sito sia veloce da caricare, perché purtroppo in Italia solo in pochissimi luoghi è disponibile la banda larga anche per i cellulari (se il sito è lento molte persone che non sono in un’area coperta da banda larga 3G o 4G potrebbero far troppa fatica a caricarlo, e facilmente lo abbandoneranno ancor prima di averlo finalmente visto).

Ma la questione dell’m-commerce non è tutta qui… In altre parole non è assolutamente sufficiente rendere il sito veloce e navigabile da smartphone per sfruttare il trend descritto finora. Infatti l’m-commerce ha anche un’altra caratteristica fondamentale: sullo smartphone le App si usano mediamente molto di più del semplice browser per navigare online, e questo fa sì che

buona parte degli acquisti fatti da smartphone non sia fatta tramite sito web, ma tramite App.

App o sito web responsive?

App o sito web responsive?

Tuttavia aggiungere al sito una App per smartphone non è sempre la soluzione migliore (anzi, molto spesso non lo è). La realizzazione di un App infatti ha due grossissimi limiti:

  1. costi spesso decisamente elevati
  2. scarso appeal.

Sul primo punto c’è poco da aggiungere, ma è il secondo quello più problematico: infatti se la vostra App, che vi sarà costata una bella “cifretta“, non la scarica o non la usa quasi nessuno… non solo non avrete ottenuto risultati, ma avrete anche buttato via dei bei soldi!

Alle persone non piace scaricare un gran numero di applicazioni sul proprio smartphone. Inoltre molte App, una volta scaricate, rimangono lì “ferme con le quattro frecce“, tanto che gli utenti si dimenticano persino di averle (non ditemi che non è capitato anche a voi sul vostro smartphone…).

Quindi qual’è la soluzione? Ebbene la soluzione è legata al secondo trend di cui voglio parlarvi.

 

Secondo: i marketplace

E-commerce in Italia: sfruttare i marketplaces

E-commerce in Italia: sfruttare i marketplaces

Uno dei problemi principali che deve affrontare chi ha un e-commerce, oltre a quello della accurata scelta dei prodotti da mettere in vendita, è il cosiddetto “trust“, ovvero l’impressione di affidabilità da dare al cliente per convincerlo a darvi dei soldi prima ancora di aver visto la merce. Fidatevi: è estremamente difficile conquistare questo trust, perché se il cliente non vi conosce, molto difficilmente si fiderà di voi! Voi lo fareste?

Ma ad esempio sui marketplace come Amazon il problema viene risolto alla radice: la piattaforma è già di per sé affidabile, tanto che gli utenti che comprano su Amazon raramente si pongono dei dubbi sul venditore (anche quando questo non è Amazon, ma un perfetto sconosciuto).

Quindi:

mettere i propri prodotti in vendita su un marketplace affidabile risolve alla radice il problema del trust, e questo fa sì che questi marktplace stiano conquistando importantissime fette di mercato.

Anzi, in alcuni paesi oramai la stragrande maggioranza delle vendite online viene effettuata su marketplace, piuttosto che su siti web proprietari.

M-commerce: come sfruttare i marketplace?

M-commerce: come sfruttare i marketplace?

Questa tendenza è evidente anche in Italia, ed è destinata a rafforzarsi. Infatti un grande marketplace (es. Zalando) ha a disposizione budget stratosferici per la pubblicità, tanto da poter facilmente conquistare nuove fette di mercato ad esempio con spot televisivi: la “potenza di fuoco” dei grandi marketplaces è inarrivabile, e chi corre il rischio di averli come competitor ha già un piede nella fossa.

Ma dai marketplace non bisogna difendersi: impariamo a sfruttarli! Ad esempio per l’m-commerce. Infatti la maggior parte degli acquisti online effettuati da smartphone avviene sulle App dei grandi marketplace.
Bisogna immaginare i marketplace per quello che sono: grandi piazze digitali, molto ben frequentate, in cui andare a vendere i propri prodotti. Insomma, come aprire un negozio in una via del centro, ma a costo praticamente nullo (o quasi).

 

Terzo: i social network

E-commerce nel 2015: il ruolo dei social network

E-commerce nel 2015: il ruolo dei social network

Chi fa e-commerce con un proprio sito avrà notato quanto, ultimamente, sia diventato difficile posizionarlo sui motori di ricerca (soprattutto se il sito è nuovo). La difficoltà oramai è tale che quando non si dispone di budget importante conviene prendere in considerazione anche l’ipotesi di… lasciar stare. Ovvero di non puntare al posizionamento, ma dedicarsi a strategie alternative.

Una di queste, sempre più importanti, è quella di sfruttare i social network. La difficoltà rimane, ma se si lavora bene i costi possono essere decisamente contenuti.

Anche perché ad esempio la maggior parte del traffico su dispositivi mobili (smartphone in primis) viene fatto proprio dalle App dei social network (soprattutto Facebook in Italia). Quindi chi vuol sfruttare il primo trend dovrà giocoforza mettersi a lavorare molto sui social network, perché la gente semplicemente è lì.

 

Quarto: il video marketing

Video marketing: sarà fondamentale per il futuro dell'e-commerce

Video marketing: nel e-commerce del futuro

Questo in realtà è un argomento troppo complesso per poter essere affrontato in coda ad un post (qualche tempo fa ci abbiamo dedicato un corposo approfondimento… “Video marketing: l’evoluzione del content marketing“). Però è sicuramente un trend in grande crescita anche per chi fa e-commerce, anche se in Italia probabilmente il vero e proprio boom ci sarà nel 2016.

Avrei voluto aggiungere un quinto trend, visto che l’anno che sta per iniziare è il 2015, ma credo che solo questi 4 siano quelli principali. Anche perché ad esempio la “saturazione del mercato” in realtà è un trend già iniziato nel 2014 (nel 2015 ci sarà solo la “coda” di questo trend, con tutte le conseguenze che sta portando con sé).

Certamente ce ne saranno molti altri, ma di portata singolarmente inferiore a quella di questi 4. E forse anche la ultra-personalizzazione dell’esperienza di acquisto sarà roba per il 2016.
E poi i mercati non sono MAI evoluti tanto velocemente come in questi anni grazie ad Internet.
Quindi stay tuned…

 

 

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