Drupal SEO tutorial: ottimizzare Drupal per la SEO

Drupal è uno dei CMS open source più scaricati ed utilizzati al mondo. Il livello della SEO di base è elevato, ma di certo non perfetto.
Vediamo un tutorial per rendere Drupal SEO.

 

Drupal SEO - Il sito web della Casa Bianca in Drupal

Il sito web della Casa Bianca in Drupal

Drupal è un CMS (Content Management System) Open Source sviluppato in PHP e distribuito sotto licenza GPL.

E’ una delle piattaforme più utilizzate al mondo, grazie soprattutto alla sua completezza e flessibilità (come vediamo dall’immagine a fianco, il sito della Casa Bianca è sviluppato in Drupal); il “core” di Drupal è basato su Symfony2: probabilmente il framework PHP più completo e strutturato.

Il mondo della SEO, ultimamente è diventato tutt’altro che semplice, soprattutto a causa dell’aumento sfrenato della concorrenza e degli ultimi aggiornamenti dell’algoritmo di ranking di Google. E’ sempre più importante realizzare contenuti di qualità e puntare alla perfezione tecnica dell’infrastruttura.

Ma questo cosa centra con Drupal? Drupal è un CMS notoriamente SEO friendly! In effetti è così, ma ciò non significa che sia perfetto da questo punto di vista: c’è sempre un margine di miglioramento.

Prima di partire con l’ottimizzazione SEO, vorrei ribadire l’importanza di una buona scelta delle parole chiave per il sito web, e a questo proposito consiglio la lettura del seguente articolo: “Come scegliere le keywords per il posizionamento“.

 

Redirect tra la versione www a quella non www dell’URL

Drupal SEO: redirect www / non www

Drupal SEO: redirect www / non www

Per evitare che i motori di ricerca interpretino le due versioni come una duplicazione di contenuti, è bene inserire un redirect 301 tra la versione “www” e la versione “non www” (o viceversa: non esiste una versione migliore dell’altra).
Per realizzarlo, è necessario inserire le direttive all’interno del file .htaccess, oppure utilizzare quelle messe a disposizione da Drupal (righe 81 ed 82 per la versione “www” e righe 87 e 88 per la versione “non www“).

 

SEO Checklist

La SEO checklist di Drupal

La SEO checklist di Drupal

Consiglio di installare il modulo SEO Checklist. Tale componente aggiuntivo non esegue alcuna operazione “attiva“, ma crea una lista che comprende 58 punti relativi alle azioni da eseguire per far raggiungere alla nostra installazione di Drupal una SEO on-site ottimale.

Ma non solo.. aiuta a mantenere un certo livello di organizzazione interna perché permette di condividere lo stato di avanzamento dei punti con altri collaboratori, ed effettua test automatizzati specifici sui moduli installati.

Il valore aggiunto di questo “aiutante virtuale” è il suo costante aggiornamento in materia di SEO; le operazioni suggerite sono sempre in linea con l’evoluzione dei motori di ricerca.

 

Clean URLs e  Pathauto

Drupal SEO: l'importanza della struttura degli URL

Drupal SEO: l’importanza della struttura degli URL

La struttura degli URL è determinante in una campagna di ottimizzazione SEO. La composizione predefinita degli URL in Drupal è la seguente:

http://www.sito.com/?q=node/21

Abilitando la funzione “Clean URLs“, che utilizza il mod_rewrite di Apache Web Server, potremo ottenere (riprendendo l’URL dell’esempio appena fatto):

http://www.sito.com/node/21

Pathauto è un modulo immancabile per la SEO di Drupal, in quanto permette di definire pattern di permalink diversificati per tipologia di contenuto, i quali risulteranno “friendly” per i motori di ricerca.

Un URL relativo ad una categoria, ad esempio, può variare come segue:

http://www.sito.com/node/21
http://www.sito.com/cat/drupal-seo/

Per un risultato eccellente, suggerisco di mantenere più breve possibile gli slug dei contenuti e di utilizzare stringhe molto brevi per contraddistinguere le tassonomie.

 

Gestione dei redirect

Drupal SEO: gestione dei redirect

Drupal SEO: gestione dei redirect

Per facilitare la gestione dei redirect, è consigliabile installare i moduli Global RedirectRedirect.

La configurazione dei permalink vista precedentemente ha, di fatto, introdotto duplicazione per tutti i contenuti, rendendoli raggiungibili da più versioni di URL, rischiando delle penalizzazioni. Il modulo Global Redirect, andrà a migliorare questo aspetto, inserendo un redirect 301 che fa puntare le “vecchie versioni” degli URL ai nuovi alias SEO friendly.

Se l’URL di un contenuto già indicizzato dai motori di ricerca dovesse esse modificato, gli utenti provenienti dalle SERP si troverebbero di fronte ad un errore 404. Il modulo Redirect si occupa proprio di gestire questo “problema“, andando a creare dei redirect 301 tra i vecchi URL e quelli nuovi appena impostati.
Tale approccio ha un duplice vantaggio: preserva i link entranti dalle SERP e da siti esterni, e migliora l’esperienza dell’utente.

 

Pathologic

Il modulo Pathologic corregge e normalizza i percorsi delle immagini dei contenuti in modo da rendere possibile il cambiamento del dominio del sito web o lo spostamento in un altro server, senza generare “link rotti“. Ma non solo: risolve i problemi relativi alla mancanza delle immagini e agli eventuali “broken links” che possono essere presenti nel feed RSS.

 

L’utilizzo degli strumenti per i webmaster (non solo di Google)

Drupal SEO: Google Analytics

Drupal SEO: Google Analytics

Dopo aver configurato l’account su Google Analytics, attraverso l’omonimo modulo è possibile gestirne l’interfacciamento dal pannello di Drupal. Tra le funzionalità del componente:

  • tracciamento dei tipi di link che vengono cliccati dagli utenti (downloads, mail, ecc.);
  • monitoraggio dei file scaricati con i dati specifici della sezione di download;
  • supporto per la ricerca e per AdSense;
  • supporto per la gestione dei dati demografici e quelli relativi agli interessi (precedentemente noto come supporto di remarketing DoubleClick);
  • tracciamento degli “errori403 e 404 (rispettivamente “accesso negato” e “pagina non trovata“);
  • creazione di una cache dei dati di Google Analytics sul server, in modo da abbattere i tempi di visualizzazione delle statistiche;
  • molto altro…

Il secondo modulo per la “comunicazione” con i motori di ricerca che propongo è XML sitemap, il quale, come traspare dal nome è utile per la generazione dinamica (che quindi rimane costantemente aggiornata) della sitemap XML. Il modulo va configurato a dovere, soprattutto per quanto riguarda la scelta dei tipi di contenuti includere.
Una volta creata la sitemap, il modulo esegue un pingback verso i motori di ricerca Ask, GoogleBingYahoo!.

Non ci resta che accedere al pannello di Google Strumenti per i Webmaster e di Strumenti per webmaster di Bing ed inviare le sitemap. Questa operazione viene spesso snobbata, ma è ancora importante perché facilita la scansione da parte dei dei motori di ricerca.
E mi raccomando.. non sottovalutiamo Bing!

 

Il robots.txt

Il robots.txt di Drupal, generalmente è ben realizzato, ma possiamo applicare degli interventi migliorativi, ad esempio, per aumentare la precisione di scansione da parte dei crawler su determinate aree del sito web. E’ consigliabile, inoltre, aggiungere l’URL della XML sitemap.
Il post dal titolo “robots.txt: come usare il robots.txt in ottica SEO” è l’ideale per approfondire l’argomento.

 

L’ottimizzazione dei contenuti

I meta tags
Drupal SEO: ottimizzazione dei meta tags

Drupal SEO: ottimizzazione dei meta tags

Il modulo Metatag è particolarmente utile per la creazione di modelli per quanto riguarda la struttura dei meta tags, permettendo la composizione completamente personalizzata per ogni contenuto, tassonomia, file, utente o altro, oppure l’utilizzo di uno schema predefinito. Ricordiamoci che il “title” e la “description” rappresentano  i dati più importanti sia per i motori di ricerca, sia per gli utenti. Per quanto riguarda il title, si consiglia di non esagerare con la lunghezza, ma di rimanere sotto i 65 caratteri; da evitare assolutamente, inoltre i title duplicati.

Il modulo, però, non si limita a questo: permette, infatti, la gestione dei meta tag introdotti per ottenere una formattazione ottimale dei contenuti condivisi nei social networks (Open Graph Protocol per Facebook, Twitter Cards per Twitter).

Meta dati: Twitter cards

Meta dati: Twitter cards

Per quanto riguarda la description, come sappiamo, è uno degli elementi responsabili (insieme al title) del CTR delle pagine di un sito web. Per questo motivo, credo che valga la pena “spendere del tempo” per ottimizzarla nel migliore dei modi. Anche in questo caso, è assolutamente da evitarne la duplicazione su diverse pagine. La lunghezza consigliata è di 156 caratteri circa.

Tutto il mondo consiglia di non inserire il meta tag keywords perché Google  non lo considera più da anni. A me piace essere contro corrente, ed infatti lo utilizzo per i miei siti web, perché non esiste solo Google ed il tempo che perdo nella creazione di tale componente è pressoché irrisorio.

Grazie al modulo, infine, possiamo gestire anche l’URL canonico (rel=”canonical”).

 

L’utilizzo dei tag di intestazione

I tag di intestazione (H1, H2, …., H6) “giocano” un ruolo di primo piano nella SEO on-site, quindi il loro utilizzo in maniera corretta è davvero importante, soprattutto per dare indicazioni precise ai motori di ricerca relativamente all’argomento centrale della pagina e alla priorità delle informazioni.
La configurazione predefinita di Drupal ha una impostazione corretta, la quale prevede l’utilizzo si H1 come titolo del contenuto e l’H2 come sottotitolo. Il problema sorge nel momento in cui viene coinvolto un template esterno. Fondamentale è verificare che non vi siano tag di intestazione (soprattutto H1) duplicati.

 

L’ottimizzazione delle immagini
Drupal SEO: ottimizzazione delle immagini

Drupal SEO: ottimizzazione delle immagini

La cura delle immagini è essenziale nell’ottimizzazione dei contenuti. Consiglio di fare buon uso del testo alternativo (l’attributo ALT) , dell’attributo “title” e del nome dei file, i quali garantiscono la contestualizzazione delle immagini in un determinato argomento, favorendo l’indicizzazione anche all’interno delle SERP dedicate alle immagini.

Spesso, in Drupal, vengono creati dei nodi (immagini, tweets, ecc.) al solo scopo di essere inclusi all’interno di altri nodi, viste o pannelli. Se desideriamo che le relative pagine non vengano indicizzate dai motori di ricerca possiamo utilizzare il modulo Rabbit Hole, il quale permette di stabilire, per qualunque entità, ciò che il crowler può scansionare.

Per approfondire le tecniche di ottimizzazione delle immagini orientata alla SEO, consiglio la lettura del post dal titolo “SEO: come ottimizzare le immagini“.

 

Dati strutturati

Il modulo Microdata, configurato correttamente, provvederà a dotare le pagine dei microdati, secondo lo standard di schema.org. Tale accorgimento fornirà a Google dei meta dati rilevanti per la generazione dei rich snippet, e quindi potrebbe essere utile per far aumentare il CTR dei nostri risultati in SERP.

Nell’articolo dal titolo “Microdati, microformati e rich snippet: cosa sono e perché sono importanti“, per chi fosse interessato, approfondisco l’argomento.

 

Social signals
Drupal SEO e i social signals

Drupal SEO e i social signals

Che piaccia o no, non c’è nulla da fare… in un sito web di successo non possono mancare! Drupal può contare su diversi moduli che integrano i pulsanti di condivisione. I più noti, sono senza dubbio Social ShareShareThis.
La miglior scelta, anche se limitata, è comunque l’utilizzo dello strumento “interazioni sociali” di Google Analytics.

 

Google news sitemap

Se il sito web che stiamo creando è un portale di notizie, consiglio di ottimizzarlo per Google News, attraverso la generazione di una specifica sitemap. Il modulo Google News sitemap è ciò che ci serve.

 

Meta tags per viste e pannelli

Purtroppo, nativamente, le viste ed i pannelli non possono contare sui meta tags. Grazie al modulo Meta tags quick, tale lacuna è facilmente colmabile.

 

Faceted Search

La ricerca “poliedrica di Drupal è senza dubbio un grande valore aggiunto per gli utenti. Tuttavia, però, può essere un'”arma a doppio taglio” a danno della SEO se non viene gestita correttamente. Prima di tutto, gli URL generati (relativi ai risultati della ricerca) contengono parametri per nulla “friendly” per i motori di ricerca. Il modulo Facet API Pretty Paths risolve esattamente questo problema, creando URL aventi un formato più appropriato (come vediamo dall’illustrazione).

Drupal SEO: il modulo Faceted API Pretty Paths

Drupal SEO: il modulo Faceted API Pretty Paths

In secondo luogo, l’enorme quantità di URL generati dalla ricerca (anche per siti di piccola taglia), può generare un problema di duplicazione dei contenuti risolvibile attraverso un utilizzo ponderato dei tag.

 

Altri aspetti (non meno importanti)

  1. In fase di sviluppo, devono essere utilizzate le misure necessarie per “scoraggiare” gli spider alla scansione.
  2. Se si utilizza un “Disallow: /” nel robots.txt è determinante ricordarsi di eliminarlo nel momento del passaggio “in produzione“.
  3. E’ consigliabile un sistema di caching per velocizzare l’apertura delle pagine.

 

 

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